Caro bollette, l’allarme di Confindustria Vibo e sindacati che chiedono aiuto al governo

"Molte imprese rischiano di chiudere e molti lavoratori rischiano di perdere il posto. il caro bollette si riversa sui costi di produzione e suoi dipendenti"

Contrastare la crisi energetica e salvaguardare le maestranze. Questa la duplice direttrice seguita da Confindustria Vibo Valentia e le organizzazioni sindacali confederali riunitesi oggi a Vibo presso la sede dell’associazione alla presenza del presidente Rocco Colacchio e dei segretari Enzo Scalese (Cgil), Salvatore Mancuso (Cisl) e Pasquale Barbalaco (Uil), e l’imprenditore Pippo Callipo al fine di individuare congiuntamente ogni possibile strategia e strumento utile a ridurre l’impatto di questa folle tempesta dei prezzi sulle imprese e sul sistema sociale che ruota intorno ad esse. Per il massimo dirigente di Confindustria “la nostra preoccupazione è che sono le piccole imprese che non hanno contezza sul loro futuro in quanto per ora le bollette di settembre non sono arrivate, ma quando ciò avverrà sarà per loro disastroso. Noi stiamo anticipando i tempi con la cassaintegrazione, la mia stessa azienda, sulla scia di quella di Pippo Callipo è pronta a chiederlo ma tantissime altre di vari settori saranno costrette a fermarsi o, peggio, a chiudere definitivamente. E così mancheranno anche i materiali per lavorare. E se non si interviene tutto questo sarà inevitabile. Tra l’altro – ha rilevato Colacchio – tutte le società che vendono energia non stanno rinnovando i contratti perché non hanno più la possibilità di fornirla”.

Problematiche legate al caro energia

Problematiche legate al caro energia

Per Barbalaco si conoscono “benissimo problematiche del territorio non solo legate al caro energia, che nei prossimi giorni aumenteranno ulteriormente, e una di queste è la salvaguardia dei posti di lavoro, che rappresenta per noi quella più pressante e dove l’unico ammortizzatore sociale è quello della cassaintegrazione. Tuttavia, sappiamo che prossimamente anche altre avranno una simile esigenza”. Il problema è rappresentato dal fatto che ad oggi la cassaintegrazione “non arriva in tempi brevi e pertanto ci adopereremo in modo che, come nel periodo della pandemia, anche in questo possa essere adottata con lo stesso sistema”. Mancuso ha parlato di “momento straordinario perché c’è uno scenario critico e non percepito come tale da una buona parte delle persone, invece le aziende già da mesi hanno dato l’allarme, ad esempio sull’innalzamento dei costi delle bollette. Ecco perché bisogna lanciare un segnale a livello nazionale per operare insieme. Certo – ha puntualizzato – ci sarebbe piaciuto che anche la politica fosse presente ma evidentemente è distratta dalla campagna elettorale”. Ad ogni modo, i sindacati chiederanno al Governo “un sostegno alle imprese sane e trovare dei sistemi di compensazione fiscali ed economici per poter avere il tempo di farle uscire dalla crisi, o comunque metterle nelle condizioni di affrontarla”. Infine Scalese ha rilevato che questa crisi “sta mettendo a serio rischio la tenuta non solo produttiva ma anche occupazionale e sociale del Paese: il caro bollette si riversa sui costi di produzione dell’azienda, ma anche sugli stessi lavoratori; bisogna mettere mano agli extraprofitti (che rappresentano 9 mld di euro). Oggi partiamo da Vibo ma confronti di questo tipo verranno svolti in altri territori della Calabria”. (f.p.)

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