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Lamezia Terme, Materazzo: “Città subisce degrado sociale ed economico”

Lettera aperta dell’ingegnere di Lamezia Terme, Materazzo, riguardo la situazione della “Città della Piana”, ormai commissariata da diverso tempo.

“Il modo di pensare tradizionale è quello che vorrebbe che il Ministero degli Interni, oggi retto dall’On. Matteo Salvini, nello scegliere la terna commissariale da mandare a Lamezia Terme, avesse mandato uomini vicini come pensiero alla Lega, con la presenza di qualcuno vicino 5 Stelle.

Questo naturalmente per il fatto che la nostra città esprime il deputato della Lega On. Furgiuele ed il senatore di 5 Stelle Sen. D’Ippolito.

La terna commissariale pertanto avrebbe dovuto dispiegare una azione amministrativa che valorizzasse l’impegno politico dei due grandi personaggi di livello nazionale che esprime la città.

Al contrario si può affermare che mai la città, abituata a tanti commissariamenti di varia natura, abbia subito un degrado sociale ed economico come quello che sta vivendo in questa fase. Sembrerebbe quasi, che la Commissione straordinaria con la propria azione amministrativa, voglia sfidare il Ministro degli Interni, nell’imporre ai cittadini sofferenze tali da far sfigurare l’azione politica dei due parlamentari, proprio sul loro territorio.

D’altronde il silenzio assordante dei due parlamentari rispetto ad un andazzo amministrativo veramente disastroso, fa sorgere tanti interrogativi.

Il primo è quello di interpretare questo comportamento come chi consapevole di avere avuto una grande dose di fortuna e ritrovarsi parlamentare senza alcun merito personale è convinto che la fortuna non si presenta due volte e quindi ha già compreso di non potersi candidare in futuro. Oppure bisogna pensare che oggi le poltrone si stabiliscono a Roma e quindi si può avere un territorio contrario ma avere ottimi rapporti romani che annullano le pretese locali.

Come è possibile tollerare oltre che la terna Commissariale non si assume alcuna responsabilità amministrativa scaricando tutto sui dirigenti. Come è possibile che si vada avanti senza una figura tecnica in grado di rilanciare quel poco di edilizia fattibile sul territorio.

La quarta città della Calabria ha una produzione di Permessi di Costruire a metà anno, inferiore ad un paesello di 5000 abitanti, non più di 20, con un mare di richieste che sono in attesa di istruzione da anni.
Il commercio è bloccato con la teoria delle agibilità e nel mentre la P.A. accede ai certificati di idoneità statica per superare problematiche particolari, ai privati questa possibilità è negata.
Eppure gli Ordini professionali hanno offerto soluzione assolutamente legali per uscire da questo tunnel, senza successo.

Probabilmente, arroccati nel “Palazzo” rifiutando ogni contato con la Gente e mettendo a scudo i dirigenti da sacrificare è naturale almeno bisogna dargli un riconoscimento economico, di qualche centinaio di migliaia di euro, che premi i risultati ottenuti in una città agonizzante”.

Redazione Calabria 7

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