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L’Anac stronca la Giunta Regionale: “La rotazione si deve fare subito”

Sanità in Calabria

La rotazione si deve fare. Quando più nessuno se l’aspettava, è arrivata la comunicazione della delibera n. 924 (assunta nell’adunanza del 16 ottobre) con cui l’Anac ordina alla Regione di attuare la rotazione dei dirigenti di settore.

Nel dispositivo firmato dal presidente Raffaele Cantone (sarà stato uno dei suoi ultimi atti ufficiali prima dell’addio avvenuto nei giorni scorsi), l’Amministrazione – svela il sindacato CSA-Cisal – dovrà darne puntuale informazione entro trenta giorni.

DEMOLITE LE MOTIVAZIONI DEL “DIFFERIMENTO” INDICATE DALLA GIUNTA. I DIRIGENTI DI SETTORI NON SOGGETTI ALLO SPOIL SYSTEM, CADE LA SCUSA DELLE ELEZIONI –L’Anac ha demolito le principali motivazioni addotte dalla Giunta regionale per differire il termine, previsto dal Piano triennale dell’Anticorruzione, che era fissato al 30 settembre, con l’ormai famosa delibera n. 469 del 2 ottobre, peraltro fuori tempo massimo. Le ragioni dello slittamento, che lo stesso presidente della Giunta, aveva “anticipato” in una nota alla Responsabile regionale dell’Anticorruzione, erano essenzialmente l’imminenza delle elezioni e la necessità di evitare di pregiudicare la continuità amministrativa in vista degli obiettivi di spesa comunitaria di fine anno. Sulla prima, l’Autorità è tranciante: «si fa presente che i dirigenti di livello non generale non sono soggetti al c.d. spoils system, regolato dalla legge 15 luglio 2002, n. 145 e dalla successiva legge 24 novembre 2006 n. 286 (di conversione del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262) che prevede la cessazione automatica degli incarichi di alta dirigenza nella pubblica amministrazione passati 90 giorni dalla fiducia al nuovo esecutivo… Pertanto – si legge nel documento – non appare condivisibile il rinvio alle decisioni del nuovo esecutivo, all’esito della prossima consultazione elettorale». Stroncata quindi la scusa delle Regionali. Peraltro – aggiunge il sindacato CSA-Cisal – la Giunta regionale non si è nemmeno accorta di aver praticamente ammesso che tutta la dirigenza è politicizzata. La bulimia della politica non si ferma soltanto a quella “legittima” dei direttori generali, ma anche quelli di settore. Ciò denota la visione contorta dell’attuale esecutivo regionale che purtroppo intende l’Ente come totalmente “asservito”.
“NON SI COMPRENDONO LE ASSERITE DIFFICOLTA’”. SVELATO L’ALTARINO – La seconda motivazione, sul raggiungimento dei target di spesa comunitaria entro il 31 dicembre 2019, l’Anac “bacchetta” la Regione. “Non appare verosimile – si legge nella delibera dell’Autorità nazionale dell’Anticorruzione – che l’intero apparato dirigenziale possa essere coinvolto nelle predette operazioni, sicché la rotazione potrebbe essere applicata, fatte salve particolari e specifiche posizioni dirigenziali. Infine – aggiunge l’Anac – non si comprendono le asserite difficoltà di attuazione della rotazione, poiché la misura era stata programmata, come sopra riferito, nel PTPCT (il Piano triennale redatto dal Responsabile dell’Anticorruzione, ndr) prevedendo il termine del 30 settembre u.s., sicché l’amministrazione avrebbe potuto porre in essere tutte le azioni necessarie per evitare le paventate inefficienze amministrative. Una staffilata senza appello questa firmata dall’ormai ex presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Tant’è che poi specifica: «l’Autorità stigmatizza il comportamento dell’amministrazione regionale che, dopo aver intrapreso le azioni propedeutiche all’applicazione della rotazione, ha assunto la decisione di rinviare l’applicazione della misura al 28 febbraio 2020, vanificando uno dei principi cardine della legge 190/2012». Tutti gli altarini – osserva il sindacato CSA-Cisal – sono stati svelati.
LA REGIONE SI ADEGUI ALL’ORDINE DELL’ANAC E RISPETTI IL RUOLO DELLA RESPONSABILE DELL’ANTICORRUZIONE – A questo punto ci aspettiamo che, senza ulteriori traccheggiamenti o elucubrazioni (mentali prima che negli atti), la Giunta regionale si adegui a questa delibera dell’Anac. Evitiamo pessime figure. Aggiungiamo, a livello interno, di cessare con l’ostruzionismo che una fetta delle alte sfere della Cittadella ha riservato nei confronti dell’attuale Responsabile regionale dell’Anticorruzione. Quest’ultima in più circostanze aveva segnalato condotte e prassi che dovevano essere prese nella giusta considerazione e che, probabilmente, se ascoltate avrebbero evitato questo clamoroso provvedimento dell’Anac. L’Autorità – chiosa il sindacato – nelle recenti delibere sul “caso Regione Calabria” aveva più volte sottolineato la necessità di collaborare con la Responsabile. Non vorremmo che a qualcuno venisse in mente, proprio sul più bello, di rimuoverla.
Redazione Calabria 7
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