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L’assegno unico per i figli aumenta dal 2023, ecco a chi spetta e come cambiano gli importi

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Cambia  l’assegno unico per i figli. Con la manovra del governo Meloni la misura universale per aiutare le famiglie – varata lo scorso anno dall’esecutivo guidato da Draghi – avrà un leggero restyling.  Sul piatto ci sono  610 milioni di euro che saranno  impiegati per 520mila bambini sotto i 3 anni d’età, 369mila bambini più piccoli di 12 mesi e 150mila bambini sotto i 3 anni nati in famiglie numerose.
 
Cambia  l’assegno unico per i figli

Con la manovra del governo Meloni la misura universale per aiutare le famiglie – varata lo scorso anno dall’esecutivo guidato da Draghi – avrà un leggero restyling.  Se la modifica contenuta nella manovra dovesse essere confermata – la legge di Bilancio, infatti, deve essere ora approvata dal Parlamento entro la fine dell’anno – ci sarà un aumento del 50% dell’importo dell’assegno unico per ogni figlio con età inferiore a un anno. Lo stesso aumento sarà erogato per i nuclei familiari in cui ci sono tre o più figli, per ogni figlio di età compresa tra uno e tre anni. Insomma, per le famiglie numerose l’aiuto ulteriore arriverà solamente quando i bambini saranno piccoli. Il tutto sarà anche condizionato al fattore reddito: per avere l’aumento non bisogna superare i 40mila euro di Isee.

Il calcolo dell’Assegno per i figli minori di 3 anni

Le novità riguardano le  famiglie numerose e per chi ha bambini molto piccoli. Gli aumenti, però, sono condizionati al reddito, con l’assegno che resterà comunque vincolato dall’Isee in generale con le fasce stabilite già lo scorso anno. Oggi non sono previste maggiorazioni in base all’età del figlio: l’unica differenza è tra minorenni e maggiorenni, in quanto sopra i 18 anni l’importo dell’assegno unico si riduce notevolmente passando a un massimo di 85 euro (91,20 euro a seguito della rivalutazione) e a un minimo di 25 euro (26,82 euro con l’indicizzazione). Una mancanza su cui il governo Meloni ha deciso d’intervenire, introducendo una maggiorazione del 50% per i figli più piccoli. Nel dettaglio, questa spetterà: fino al compimento di 1 anno per ogni figlio;fino al compimento dei 3 anni solo nel caso di figli successivi al secondo ed esclusivamente per i nuclei familiari il cui Isee non supera i 40.000 euro. La maggiorazione si applicherà solamente sull’importo base dell’assegno unico, al netto quindi di altre maggiorazioni.

Isee e età bimbi

Per il calcolo dell’assegno due sono i parametri da tenere in considerazione: oltre l’Isee  incide anche l’età dei bimbi. Con un’eccezione per i figli disabili non ci sono limiti di età. L’assegno va da un minimo di 50 euro al mese a un massimo di 175 euro per ogni figlio minorenne a carico.
Per la fascia tra i 18 e i 21 anni l’importo va invece da un minimo di 25 euro a un massimo di 85 euro al mese. A queste cifre, poi, bisogna aggiungere degli extra. In particolare per ciascun figlio dal terzo in poi l’aiuto viene aumentato di una quota che va da 15 euro, per redditi superiori a 40mila euro, a 85 euro, per redditi fino a 15mila. Poi per le famiglie con 4 o più figli a carico viene erogata anche maggiorazione forfettaria di 100 euro. Questo significa che l’assegno unico potrà arrivare ad un importo massimo pari a 263,50 euro, mentre il contributo minimo sarà pari a 75 euro. Per i redditi superiori ai 40mila euro non ci sarà alcuna maggiorazione. Mediamente, l’assegno unico è in grado di portare nelle tasche delle famiglie una cifra compresa tra i 1.714 ed i 1.949 euro.

Le simulazioni

L’assegno unico sarà decrescente per fasce di reddito. Ecco in particolare gli aumenti per fasce di reddito Isee:
fino a 15mila euro: aumento di 87 euro al mese (+1.050 euro all’anno)
fino a 20mila euro = aumento di 75 euro al mese (+900 euro all’anno)
fino a 25mila euro = aumento di 62,5 euro al mese (+750 euro all’anno)
fino a 30mila euro = aumento di 50 euro al mese (+600 euro all’anno)
fino a 35mila euro = aumento di 37,5 al mese (+450 all’anno)
fino a 40mila euro e oltre = aumento di 25 euro al mese (+300 euro all’anno).

I requisiti per ottenerlo

La misura interessa tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni. Per i figli maggiorenni viene erogato a condizione che il ragazzo frequenti un corso di formazione, un tirocinio o sia iscritto all’Università. L’assegno viene inoltre concesso anche se il figlio svolge una professione e percepisca un reddito inferiore agli 8.000 euro annui, che svolga un servizio civile oppure, essendo disoccupato, che sia in cerca di un lavoro.

Come richiederlo

Si può fare domanda sempre per le rate correnti (l’assegno decorrerà dal mese successivo alla richiesta documentata) tramite il sito dell’Inps al servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” con Spid almeno di livello 2, carta di identità elettronica (Cie) o carta nazionale dei servizi (Cns). Si può chiamare anche il numero verde dell’Inps 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico). In alternativa ci si può rivolgere agli enti di patronato.  Ma attenzione, non si possono più chiedere gli arretrati.

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