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Last Generation, arresti non convalidati. Ecco la decisione dei tre giudici

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Cinque in carcere, sei ai domiciliari, tre in libertà, cinque all’obbligo di dimora, per uno invece è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. E’ quanto hanno disposto con ordinanza i tre gip della distrettuale di Catanzaro Paolo Mariotti, Teresa Guerrieri e Claudio Paris, all’esito degli interrogatorio dei ventiquattro indagati raggiunti il 24 giugno scorso da un decreto di fermo nell’ambito della maxi inchiesta della Dda guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri, nome in codice, Last Generation. I giudici per le indagini preliminari non hanno convalidato l’arresto per nessuno degli indagati, confermando la misura cautelare in carcere per Vincenzo Aloi, Raffaele Campagna, Pietro Procopio, Rizzo Giulio Moreno, Larry Adriano Rizzo. E’ stata sostituita la misura cautelare in carcere, richiesta dalla Dda, con gli arresti domiciliari per Agazio Geracitano, Mauro Masciari,  Francesco Galati, Ozan Kanat, Gianluca Meliti. Tornano in libertà Ettore Rositani, Simone Rocco Russomannoe Concetta Battaglia, mentre è stato disposto l’obbligo di dimora per Antonio Bressi, Annalisa TortorelliMoreno Tortorelli, Vincenzo Longo,Orlando Giacomo Screncie Paola Vaccaro. Obbligo di presentazione alla pg per Leonida Montagna. Per quanto riguardainveceGiuseppe Notaro, Andrea Lucio Rizzo, Tsegay Teklehaimanote Antonio Grande, provvedono i gip competenti per territorio per le determinazioni del caso.

Gli indagati, sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, dall’ingente quantitativo di droga, dall’aver indotto minorenni a commettere reato, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, porto illegale di armi da fuoco, favoreggiamento, furto aggravato.  Le attività investigative hanno permesso di documentare la gestione organizzata dell’attività di spaccio da parte del sodalizio, con base operativa nel Soveratese e con proiezioni in altre realtà nazionali ed estere. A capo del sodalizio, secondo la Dda, Vincenzo Aloi, nipote di Vincenzo Gallace, capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Guardavalle.

Il collegio difensivo. Gli indagati sono difesi tra gli altri, dagli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Gregorio Viscomi, Giovanni Merante, Alessandro Guerriero, Vincenzo Varano, Sergio Callipari e Giuseppe Menzica.

 

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