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Lavoratore cade da un’impalcatura e muore, a giudizio un catanzarese

di Gabriella Passariello – A giudizio datore di lavoro per aver provocato o comunque per non aver impedito la morte dell’operaio Tommaso Guzzo, avvenuta a Settingiano, nel Catanzarese, il 30 luglio 2018, non luogo a procedere per la committente dei lavori.  Il gup del Tribunale di Catanzaro Paola Ciriaco ha mandato a processo Fiorino Cariti, 66 anni,  di Caraffa, titolare dell’omonima impresa individuale “Fiorino Cariti”, difeso dall’avvocato Francesco Iacopino , mentre ha scagionato  Concetta Leotta, 60 anni, di Settingiano, difesa dal legale Alessandro Migliaccio, accogliendo  le richieste del pubblico ministero solo per Cariti, mentre  i difensori di parte civile, gli avvocati Valerio Murgano e Antonio Migliaccio, avevano invocato il rinvio a giudizio per entrambi e richiesto il risarcimento danni per complessivi 3milioni di euro.

“Norme sulla sicurezza violate”

Secondo le ipotesi di accusa entrambi sarebbero stati “rei” di cooperazione colposa, dovuta a negligenza, imprudenza, imperizia, avrebbero violato, a vario titolo, le norme in materia di sicurezza e salute dei lavoratori. Cariti, datore di lavoro, secondo le ipotesi di accusa, avrebbe omesso di fornire al lavoratore i necessari ed idonei dispositivi di protezione individuale (elmetto, occhiali, guanti, mascherina anti polvere) richiesti per il tipo di mansioni a cui era adibito. Ma c’è di più. Non avrebbe provveduto a garantire un’adeguata informazione sui rischi specifici a cui poteva essere esposto in relazione al tipo di attività svolta, nessuna formazione adeguata in materia di salute e sicurezza, nessuna contromisura, perché Guzzo fosse salvaguardato da tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, alle apparecchiature degli impianti elettrici messi a sua disposizione. E cosa ancor più grave, secondo le ipotesi di accusa, il datore di lavoro non avrebbe provveduto ad assicurare che il ponte sui cavalletti utilizzato dall’operaio fosse conforme a quanto previsto per legge, mentre l’altra imputata Concetta Leotta, non avrebbe verificato all’atto dell’affidamento dei lavori all’impresa, l’idoneità tecnico-professionale della medesima allo svolgimento dei lavori oggetto del contratto. Ipotesi accusatorie cadute per Leotta, dal momento che l’avvocato Alessandro Migliaccio è riuscito a dimostrare l’estraneità dei fatti della sua assistita.

La ricostruzione dei fatti

Il 30 luglio di due anni fa, Guzzo era salito sull’impalcatura intento ad eseguire delle tracce lungo la parete di una delle camere dell’edificio di proprietà di Concetta Leotta, per predisporre il passaggio dei tubi necessari alla realizzazione dell’impianto elettrico. Ad un certo punto perde l’equilibrio e cade dal ponte, sbattendo la testa sulla parete di mattoni riportando lesioni gravissime che ne hanno determinato la morte. Il processo per l’imputato inizierà il prossimo 12 maggio davanti al giudice del Tribunale monocratico di Catanzaro.

© Riproduzione riservata.

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