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Lavoratori stagionali del turismo, l’iniziativa dell’Usb a Catanzaro: “No allo sfruttamento”

bar ristoranti

“Come Federazione del Sociale USB – Catanzaro, – si legge in un comunicato stampa –  non possiamo certo restare inerti di fronte al grido di dolore dei tanti proprietari di stabilimenti balneari che hanno dato tanto lustro alla nostra terra col loro illuminante modello di imprenditoria e ora – poverini- lamentano l’impossibilità di aprire per via dell’assenza di lavoratori che preferirebbero addirittura i 500 euro del reddito di cittadinanza, piuttosto che devolvere il loro sudore in nome dell’interesse comune e del portafoglio del privato e pretenderebbero addirittura di essere pagati adeguatamente”.
“Ebbene, in nome di quel clima di concordia nazionale tanto caldeggiato dal governo – prosegue la nota del sindacato –  e che a queste latitudini si traduce nel concorrere tutti alla ricchezza del privato e di piangere insieme allo stesso per socializzare le perdite, noi vogliamo dare il nostro contributo, mettendo a disposizione un servizio navetta che accompagnerà regolarmente tutti gli imprenditori nei centri per l’impiego più vicini, in modo da poter verificare quanta gente sia alla ricerca di lavoro (dignitoso) e – visto che ci siamo – a fare dichiarare la durata del contratto, le ore giornaliere e, per gli esperti di lingue straniere, la retribuzione”.


E ancora: “Siccome, siamo diventati maturi e abbiamo capito che il supporto del mondo del lavoro e i sacrifici della nostra gente saranno determinanti per fare uscire questi imprenditori dalla crisi e consentirgli di comprare il panfilo nuovo, siamo disposti a fornire anche delle consulenze coi nostri delegati nel mondo della scuola, in modo – dati alla mano – di poter stabilire a quanto ammonti la retribuzione all’ora per chi verrebbe pagato 800 euro al mese lavorando 7 giorni su 7 e lavorando dalle 08 alle 20; e magari per farla completa, aggiungiamo anche un servizio di ascolto psicologico, per non vergognarsi eccessivamente per tutti questi emolumenti concessi. Questa ci sembra l’unico tipo di risposta di fronte all’offensiva padronale che, trovando una sponda in quegli stessi giornali che vengono finanziati dalle associazioni di settore, hanno messo nel mirino il reddito di cittadinanza, reo di non consentire più uno sfruttamento integrale degli strati più bassi della popolazione, spostando invece il focus della discussione e del ragionamento dai modelli di sfruttamento intensivo degli addetti al settore turistico che è il vero pilastro dello sviluppo per pochi della nostra terra. E proprio per questo, – conclude la nota –  per smontare questa narrazione tossica, saremo presenti con dei banchetti informative per gli stagionali in varie località della nostra provincia e metteremo a disposizione i nostri profili social per pubblicare i racconti di storie di ordinario sfruttamento che avvengono in ogni estate in gran parte degli stabilimenti e che purtroppo sono tutt’altro che eccezioni”.

© Riproduzione riservata.

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