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Lavoratrice presa a calci a Soverato, sdegno e solidarietà: “Non bisogna tacere”

“Considerato che quella donna ha una bambina di quattro anni da mantenere, se fossi stato ancora in carica come Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza in Regione Calabria, non avrei esitato un minuto a costituirmi parte civile, perché i diritti negati ad una mamma sono diritti negati ad una bambina”: è quanto dichiara Antonio Marziale, sociologo e presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione agli accadimenti di Soverato, “dove – spiega – una giovane di origini africane è stata malmenata dal titolare di un locale per avere rivendicato il proprio, legittimo salario”. Per Marziale “quanto accaduto è deplorevole, disumano e vergognoso”.

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto

“Picchiata perché ho chiesto paga”: Occhiuto, il lavoro si paga, sempre; solidarietà a Beauty. “Dalla bellissima Soverato arriva una brutta storia. Il lavoro – che non deve in alcun modo somigliare alla schiavitù – si paga, sempre. E deve essere regolare: il nero o il fuori busta sono contro la legge. Solidarietà a Beauty. Gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto”. Lo scrive su Twitter Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

L’assessore al Turismo della Regione Calabria Fausto Orsomarso

“La tutela dei diritti dei lavoratori è un requisito imprescindibile per la crescita del turismo nella direzione della professionalità e della qualità dei servizi. Stiamo facendo sforzi enormi, con il contributo quotidiano di tantissimi operatori, per offrire al mondo l’immagine di una Calabria straordinaria, accogliente, divertente, e non possiamo consentire che questo lavoro venga vanificato da atteggiamenti di arroganza e di violenza come quelli che si sono verificati ai danni di una giovane nigeriana che chiedeva semplicemente di essere pagata per il proprio lavoro, a cui va la mia solidarietà”. E’ quanto afferma l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso, che aggiunge: “Solo lavoratori che non devono elemosinare la propria paga, che possono usufruire del giusto riposo, possono essere lavoratori sorridenti, efficienti, il volto di una Calabria che sa rispettare e prendersi cura dei propri ospiti, che sa offrire esperienze positive, da ricordare e raccontare. Per questo  – afferma -è necessario tutelare il lavoro dei tantissimi operatori turistici onesti, che rispettano i diritti dei lavoratori, e contrastare chi invece tenta di competere non sulla qualità ma attraverso lo sfruttamento del lavoro. Non sono questi ultimi gli imprenditori di cui il turismo calabrese ha bisogno”.

Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita

“Il lavoro è dovere, impegno, serietà, ed è proprio per questo che non può essere scisso in alcun modo dal concetto di dignità e dal riconoscimento dei diritti di chi, nel lavoro, si spende. In caso contrario, il lavoro cessa di essere tale e diventa sfruttamento, prevaricazione, se non addirittura schiavitù”. Così in una nota Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro. “Tuttavia, in molti casi, purtroppo, è ancora questa la realtà che ci troviamo davanti. Io spero che le autorità competenti facciano piena luce sull’episodio di inaudita brutalità accaduto a Soverato. Intanto mi associo al coro di solidarietà che si è stretto intorno alla giovane Beauty per l’inaccettabile violenza che la ragazza ha dovuto subire. Abbiamo anche letto delle offerte di lavoro regolare che le sono state tempestivamente rivolte e questa è la migliore risposta, la più confortante, che la migliore Calabria potesse offrire. D’altra parte non c’era da dubitarne”.

Arci Catanzaro

“L’aggressione di Soverato è inaudita è intollerabile. Condanniamo con forza e con sdegno l’episodio di violenza e intolleranza subita a Soverato dalla giovane donna che chiedeva, come appare dai video pubblicati in rete, di essere pagata per il lavoro svolto. Siamo preoccupati per la spirale di violenza e di intolleranza di cui ne fanno le spese, spesso, donne e uomini che reclamano dignità e rispetto. L’episodio di Soverato, al netto di qualsiasi considerazione su diritti e garanzie, lascia sbigottiti per la violenza e l’aggressività. Non bisogna tacere, non bisogna voltarsi dall’altra parte. Episodi inauditi come questo interrogano il futuro”.

Fisascat Cisl Calabria

 Il segretario regionale di Fisascat Cisl Calabria Fortunato Lo Papa stigmatizza quanto accaduto alla giovane lavoratrice straniera aggredita a Soverato dal suo titolare al quale aveva chiesto di essere retribuita per il lavoro svolto. «Immagini drammatiche quelle che sono state diffuse ma che accendono ancora di più i riflettori su quanto ci sia bisogno di lavorare sul sistema turismo in Calabria, con particolare attenzione ai lavoratori», afferma Lo Papa. “Senza voler fare di tutta l’erba un fascio, ribadisco – afferma il cislino – la necessità, anzi, l’urgenza di un tavolo con politica ed istituzioni al fine di dare a imprenditori e lavoratori garanzie e tutele”. “Un Patto per il Lavoro, come quello sottoscritto in Liguria – spiega ancora il segretario –  permetterebbe di mettere in rete le imprese serie con l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail. A tale proposito, è giusto sottolineare che manca nel territorio un adeguato numero di ispettori e controlli seri e a tappeto che possano servire ad evitare simili, gravissimi, gesti”. “Alla lavoratrice – conclude Lo Papa –  va la solidarietà della Fisascat Cisl con l’augurio che vengano fatte adeguate indagini per ricostruire quanto accaduto e che nessun lavoratore debba mai essere messo nelle condizioni di guardare al salario come un privilegio”.

Pd Catanzaro

“Da ore imperversa su tutti i social e sui telefoni cellulari l’aberrante video di una lavoratrice, cittadina straniera, aggredita verbalmente e fisicamente dal “suo datore di lavoro”, proprietario di un noto locale di Soverato, per il solo fatto di aver rivendicato la paga dovuta per le ore di lavoro svolte. Non entriamo nel merito dei fatti che saranno le autorità competenti a chiarire, ma nulla può giustificare la violenza. Si tratta di un episodio inaccettabile. Il Partito Democratico della Città di Catanzaro condanna senza se e senza ma l’accaduto ed esprime massima solidarietà nei confronti della lavoratrice. Questo è solo l’ultimo degli episodi, in chiave locale, di una escalation di violenza e di disprezzo dell’altro, del diverso, ancor di più se straniero. Di qualche giorno fa le terribili immagini dell’uomo di nazionalità Nigeriana ucciso a mani nude a Civitanova Marche, mentre le persone intorno risultavano intente a fare video invece che impegnate a tentare di bloccare l’aggressione. Del pari a Soverato le persone presenti oltre alla lavoratrice e al “datore di lavoro” sono apparse preoccupate che fosse stato avviato un video, piuttosto che intente a fermare quella terribile scena che si stava svolgendo sotto i loro occhi. Ci troviamo di fronte ad una crisi di sistema e di valori endemica, in cui la sfera dei diritti ha ceduto il passo a quella dei favori e dei soprusi, in cui la cultura della centralità della persona e del lavoro risulta recessiva rispetto alla cultura della violenza. Bisogna ripartire dai territori e dalle associazioni di categoria per veicolare non solo buone pratiche di integrazione, ma anche la cultura della legalità nei luoghi di lavoro e nella società”.

Magorno, Italia Viva

“Chiede di essere pagata per il suo lavoro e viene aggredita. Enorme dispiacere per quanto successo a Soverato. Ogni atto di violenza è da condannare fermamente, sia fatta piena luce su quanto accaduto”. Così su Facebook il Senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno.

Fratelli d’Italia Catanzaro

“Siamo grati alla ragazza nigeriana di 25 anni che ha avuto il coraggio di registrare la brutale aggressione che ha subito sul posto di lavoro soltanto per aver preteso di essere pagata. E’ quanto affermano in una nota Danilo Romeo e Pierpaolo Pisano dirigenti di Fratelli d’Italia Catanzaro. La vicenda avvenuta all’interno di uno stabilimento balneare  di Soverato ci lascia attoniti ma al tempo stesso non stupiti poiché purtroppo queste vicende avvengono con molta frequenza nei luoghi di lavoro soprattutto per i lavori stagionali. Grazie al coraggio di questa lavoratrice-affermano Romeo e Pisano- che ha preteso giustamente il pagamento delle ore da lei lavorate, emerge il quadro inquietante dello sfruttamento ad opera di ragazzi e ragazze che puntualmente con l’avvicinarsi del periodo estivo vengono sottopagati e maltrattati anche fisicamente ad opera di pseudo imprenditori senza scrupoli. Possibile che dobbiamo aspettare vicende come queste per far rispettare la dignità e diritti dei lavoratori? Chi dovrebbe vigilare purtroppo chiude gli occhi e si gira dall’altra parte, lasciando l’autorità a questi soggetti di ricattare e minacciare chi non è accondiscendete. Speriamo che sulla scia e il coraggio di questa ragazza molti altri lavoratori e lavoratrici abbiano il coraggio di denunciare e ribellarsi a questo sistema purtroppo  molto diffuso in Italia. Infine ringraziamo tutti quegli imprenditori che ogni giorno lavorano onestamente e garantiscono diritti e doveri a migliaia di ragazzi, dando loro la possibilità di lavorare onestamente”.

Wanda Ferro, Fratelli d’Italia

 “La violenza ai danni della ragazza nigeriana che rivendicava il proprio compenso da un ristoratore di Soverato è intollerabile, così come non sono accettabili le condizioni di sfruttamento a cui si trovano costretti molti lavoratori stagionali”.  È quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che aggiunge: “Il tema della tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori deve essere un confine invalicabile,  anche a garanzia della leale concorrenza e a salvaguardia del sacrificio dei tanti imprenditori onesti che rispettano i contratti e garantiscono i diritti dei propri dipendenti, a partire da quelli basilari alla retribuzione e al riposo.  Non entro nel merito degli aspetti della vicenda legati al rapporto di lavoro, che saranno accertati dagli organismi competenti, ma sono sconcertata dalle immagini diffuse sui social che documentano una grave arroganza e una violenza inaccettabile ai danni di una lavoratrice, e che certo non rispecchiano la realtà di una Calabria che ha nel suo dna il senso di accoglienza, la cordialità, il rispetto e la solidarietà”.

Pd Calabria

“Ciò che è successo a Soverato ci conferma quanto necessario sia continuare a difendere i diritti dei lavoratori e quanta violenza le donne subiscano ogni giorno ed in ogni forma, nel silenzio più assoluto. Su questi temi bisogna accendere battaglie che coinvolgano la politica e la società civile.” Così il Partito Democratico della Calabria a commento dell’aggressione avvenuta a Soverato a scapito di una ragazza nigeriana che aveva osato chiedere il suo compenso per una prestazione di lavoro svolta in un lido. “Condanniamo fermamente l’atteggiamento prevaricatore e violento del datore di lavoro e sosteniamo la denuncia mediatica di Beauty, esempio di coraggio e dignità. Il Partito Democratico della Calabria renderà pilastri della sua campagna elettorale il tema dei diritti dei lavoratori e della violenza contro le donne.”

Partito Socialista Catanzaro

“La Federazione Provinciale di Catanzaro del Partito Socialista esprime sconcerto e sdegno in merito alla vicenda che ha visto protagonisti il gestore di un locale di Soverato e una giovane donna immigrata, documentata da filmato. Pur sapendo che l’accaduto non rappresenta e non identifica la cittadinanza di Soverato, siamo rammaricati che situazioni del genere si possano ancora verificare. Il diritto al lavoro in primis e, di conseguenza, alla retribuzione per la propria prestazione lavorativa non deve essere messo in discussione in alcun modo. Men che meno quando sono coinvolte persone “fragili”, per le quali lo sfruttamento sembra dover essere l’unica opportunità di lavoro. Siamo fermamente convinti che il dovere dell’accoglienza non possa essere infangato da situazioni come quella che si è verificata. Confidiamo nell’azione delle forze dell’ordine che, siamo certi, farà luce sull’accaduto ed esprimiamo la nostra solidarietà alla giovane maltrattata e picchiata indegnamente. La nostra federazione rimane a disposizione di quanti avessero necessità di denunciare situazioni simili a quella verificatasi di recente”.

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