Lavoro a 3,50 euro l’ora a Catanzaro, l’indignazione del sindacato: “C’è chi accetterà”

"Calato il sipario sulla vicenda qualcuna, per necessità e per costrizione, si presenterà al negozio chiedendo il piacere di essere sfruttata"

“Ci troviamo di fronte all’ennesimo annuncio via social che di lavoro non si può proprio chiamare ma che è rivolto ad “una ragazza” che per occuparsi di cassa e scaffali in un negozio di detersivi al centro del capoluogo di regione avrebbe guadagnato addirittura 3,50 euro all’ora. Trenta euro al giorno per 8 ore e mezza di fatica – denuncia il sindacato Filmcams Cgil – nel posto più cool della Regione Calabria, visto che stiamo parlando del centro città di Catanzaro; immaginiamo che in periferia o nei piccoli paesi ci siano prezzi molti più concorrenziali e prossimi allo schiavismo. Il Signor Distruggere – prosegue Filcams cgil – ha rilanciato con ironia l’annuncio e si è scatenata l’indignazione del popolo del web e questo è già di per sé un fatto positivo, ma conoscendo il livello al quale è arrivato il mondo del lavoro, scommettiamo che passata l’ondata e calato il sipario sulla vicenda qualcuna, per necessità e per costrizione, si presenterà al negozio chiedendo il piacere di essere sfruttata”.

I danni dello sfruttamento dei lavoratori

I danni dello sfruttamento dei lavoratori

“Questo il quadro purtroppo diventato ordinario ed aggravato ancora di più da decenni di crisi e dalla pandemia, nel quale siamo costretti a vivere e con il quale facciamo i conti in continuazione senza tanti strumenti di contrasto e senza alleanze sociali di sostegno. Mancano – ricorda il sindacato – i controlli dell’ispettorato del lavoro,  degli istituti di previdenza, delle forze dell’ordine tutti depotenziati e ridotti al lumicino dalla politica liberista che ha governato questo Paese ed ha raccontato che le imprese non crescevano per via dei troppi controlli, che vivevano con ansie da prestazione e attacchi di panico dovuti allo Stato che anziché fidarsi di loro era diffidente. I danni prodotti in termini di sfruttamento sono sotto gli occhi di tutti. Queste le politiche che hanno determinato un nuovo esodo dei giovani dal Sud, dove di lavoro non si vive più o almeno non dignitosamente. Inoltre, la politica italiana non parla più di lavoro, della condizione di chi fatica onestamente, piuttosto alimenta il racconto di imprese e commercianti sempre più disperati ed in crisi e che non riescono a trovare lavoratori e lavoratrici perché nessuno è più disponibile a fare sacrifici. La nostra esperienza dice altro, ci troviamo di fronte ad imprenditori e commercianti che hanno notevolmente aumentato i propri profitti e che non hanno nessuna intenzione di ridistribuirli a chi lavora, nonostante la crisi dei salari e la fame crescente”.

In Calabria i contratti di lavoro sono inefficaci

“È evidente che occorre ritrovare un cambio di paradigma che sposti l’attenzione della politica e delle istituzioni partendo dal punto di vista di chi lavora ed ha bisogno di farlo per portare avanti la propria vita con dignità. È chiaro – si legge ancora nella nota – che tocca anche al sindacato attrezzarsi in maniera più adeguata nel contrastare tali fenomeni che per il livello di diffusione raggiunto rendono, specie in Calabria, quasi inefficaci i Contratti collettivi nazionali di lavoro che in passato rappresentavano un elemento certo e di garanzia dell’unità nazionale e di equità di trattamento al Nord come al Sud. Un’attenzione ed un rilancio dell’attività di rivendicazione e di denuncia che va estesa anche alla rete internet ed ai social, bisognerà sempre di più porre il tema di come le piattaforme digitali possano influenzare e favorire la violazione di leggi e contratti. Occorre che chi gestisce tali piattaforme, così come avviene per i casi di abuso e di violenza sulle persone, applichi regole certe per evitare che annunci che non rispettano i contratti nazionali e che inducono allo sfruttamento delle persone vengano diffusi e pubblicati”.

LEGGI ANCHE | “Trenta euro per 9 ore circa di lavoro” in un negozio di Catanzaro, scoppia la polemica sui social

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
La vicenda riguardava dei buoni sottoscritti nel 2002, che Poste rifiutava di pagare perché riteneva fossero oramai prescritti
"I soldi stanziati per la Calabria, ad esempio, devono restare in Calabria, così come quelli assegnati ad ogni Regione”
"Si tratta del primo risultato dell’istituzione della facoltà di Medicina a Cosenza, perché è un investimento realizzato dall’Unical"
L’Autorità di bacino chiede nuovi approfondimenti. L’avvio del cantiere slitta a data da destinarsi. Intanto la sanità vibonese sprofonda
La minore veniva dapprima fatta bersaglio di minacce verbali per poi essere aggredita con pugni e schiaffi
Nella colluttazione l'anziano cadde a terra battendo la testa. Trasportato in ospedale, morì dopo due settimane di agonia e sofferenza
Il questore di Crotone ha emesso un  provvedimento di daspo per la durata di 2 anni a carico di un tifoso di 19 anni
Il gruppo criminale ha interessi ramificati nel settore della sanità lombarda, in relazione alle attività connesse all’emergenza Covid
“Un detenuto ha bloccato un agente chiedendo le chiavi delle celle per consentirgli di far uscire gli altri detenuti"
La portaerei a propulsione nucleare dal dicembre 2022 fino a marzo 2023 è stata impiegata in alcune esercitazioni nel Mediterraneo
RUBRICHE

Calabria7 utilizza cookie, suoi e di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile, misurare il coinvolgimento degli utenti e offrire contenuti mirati.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2023 © All rights reserved