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Lavoro e sanità in Calabria, candidati alla Regione a confronto con i sindacati

Dibattito sui temi “caldi” della campagna elettorale calabrese. Sanità, lavoro, lotta alla ‘ndrangheta: sono stati questi alcuni dei temi al centro del confronto tra Cgil, Cisl e Uil Calabria e i candidati presidente della Regione Amalia Bruni, Mario Oliverio, Luigi de Magistris e Roberto Occhiuto. Il dibattito, che si è tenuto a Lamezia Terme, si è sviluppato sulla piattaforma unitaria stilata dai segretari generali della Cgil Calabria, Angelo Sposato, della Cisl, Tonino Russo e della Uil, Santo Biondo. Sul tema della sanità, i quattro candidati governatori si sono detti tutti d’accordo sulla necessità della fine del commissariamento.

Lavoro

Infine, il tema del lavoro, intrecciato alla legalità. Secondo Bruni “per creare legalità bisognerà interrompere la catena del bisogno, e quindi mettere al centro il lavoro, il fil rouge più importante, e ristrutturare la pubblica amministrazione”. Oliverio ha sottolineato che “si tratta di definire strumenti con cui utilizzare le risorse attivando automatismi e agevolazioni, vanno stabilizzati i precari con i fondi del Pnrr, sbloccate le assunzioni e riqualificata tutta la pubblica amministrazione puntando sui giovani laureati nelle nostre università”. Per de Magistris “il lavoro è il primo antidoto all’illegalità, quindi occorrono investimenti anzitutto nella scuola pubblica. Va combattuta la borghesia mafiosa affidandosi a persone irreprensibili. Le mie priorità sono trasparenza su tutte le procedure d’appalto, semplificazione, protocolli sulla sicurezza nei posti di lavoro, clausole sociali e fine delle esternalizzazioni”. Occhiuto, infine, ha rilevato che “la legalità si costruisce creando sviluppo con un progetto integrato di attrazione degli investimenti. Mi candido a un confronto permanente con le forze sociali, su due direttrici: creare le condizioni per nuovi posti di lavoro e prosciugare il precariato”.

I buoni propositi

Per Amalia Bruni, candidata presidente del centrosinistra, “ora serve un patto forte con il governo per una nuova programmazione e va data priorità alla sanità territoriale utilizzando l’opportunità data dal Pnrr”. Mario Oliverio, candidato presidente da indipendente, ha evidenziato che “più che mandare le liste alla commissione antimafia bisognerebbe guardare agli interessi diretti e indiretti che si celano dietro alcune candidature. La sanità deve tornare nelle mani dei calabresi: c’è un governo di unità nazionale e i leader dei partiti che vengono qui avrebbero già dovuto chiudere il commissariamento”. Luigi de Magistris, candidato presidente del polo civico, ha sostenuto che “oggi tutti dicono no al commissariamento ma l’hanno voluto tutti, centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle, basta con questo gioco delle tre parti. Solo noi possiamo ricostruire la sanità perché abbiamo le mani libere e nessuna responsabilità passata”. Infine, Roberto Occhiuto, candidato presidente del centrodestra, ha spiegato che “sarà mia intenzione chiedere anzitutto al governo un apporto perequativo che colmi il gap con le altre regioni, perché qui si devono assumere più persone che altrove, e a tempo indeterminato, e chiedere al governo di inviarci tecnici della Ragioneria per chiudere i bilanci delle aziende”.

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