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Lavoro e Sanità in Calabria, sindacati sul piede di guerra (VIDEO)

Scorrimento delle graduatorie per sopperire alla mancanza soprattutto di Oss, in nome di una sanità pubblica, contro un governo che penalizza precari, ma anche studenti e mette a rischio i trasporti. E’ lo scopo della manifestazione dei sindacati di base, Usb, Cobas, Orsa alla Cittadella regionale aderendo allo sciopero indetto in tutta Italia. Le rivendicazioni riguardano temi di carattere generale come il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, la rivalutazione delle pensioni, l’abrogazione del jobs act e del precariato, lo stop alla sospensione del reddito per mancanza di Green Pass, il rilancio degli investimenti pubblici. A questi temi i sindacati di base inoltre aggiungono rivendicazioni di carattere regionale, come la contrattualizzazione e la stabilizzazione dell’immenso precariato storico, la contrattazione per i tirocinanti ministeriali e la proroga per i tirocinanti di inclusione sociale, lo sblocco delle assunzioni nella sanità e nella pubblica amministrazione. “Siamo qui per dire al Commissario Guido Longo di approvare i fabbisogni di una Sanità al collasso. “Affermiamo con certezza- sostiene Roberto Laudini coordinatore Cobas Calabria- che se non ci fossero state le strutture pubbliche in tempi di pandemia con i privati saremmo tutti morti”.

manifestazione sanità cittadellaUna manifestazione che in Calabria si tiene in tre posti differenti, oltre alla Cittadella- “spiega Antonio Iiritano dell’ Usb Calabria, anche a Gioia Tauro e a Cosenza e le motivazioni sono diverse: la questione del lavoro deve essere centrale, non possiamo ancora parlare di ammortizzatori sociali, abbiamo inviato la richiesta al nuovo governatore di un incontro urgente, perché vogliamo parlare di assunzione nella Sanità, della gestione trasporti, degli esuberi nel privato e la mancanza di lavoratori nel pubblico. Sono troppi i tirocinanti in difficoltà, in attesa di contrattualizzazione. Questo non può più essere il governo dei profitti e dalla Calabria deve partire un indirizzo diverso”. Vincenzo Leone che fa parte della Ao di Cosenza, chiede lo scorrimento delle graduatorie: “non ha senso bandire nuovi concorsi, lasciando a casa persone già risultate idonee”. Al sit-in ha preso parte anche la senatrice di “L’Alternativa c’è”, Bianca Laura Granato. La protesta dei sindacati di base in Calabria ha avuto anche due fronti provinciali, a Cosenza e a Gioia Tauro.

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