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Le Camere penali calabresi si astengono dalle udienze: “Avvocati garanti della libertà”

Camere penali calabresi

Le Camere Penali di Catanzaro, Lamezia Terme, Crotone, Castrovillari, Cosenza, Paola, Locri, Palmi, Reggio Calabria e Vibo Valentia – con delibera in ossequio e nel rispetto delle norme di legge nonché di quelle recentemente modificate, di cui al Codice di Autoregolamentazione delle astensioni dall’attività giudiziaria degli avvocati adottato da Oua, Ucpi, Aiga, Uncc che è stato valutato come idoneo e dunque operante dalla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici essenziali mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008 ai sensi della legge 146/1990, come modificata dalla legge 83/2000, proclamano l’astensione dei penalisti dalle udienze e la programmazione di manifestazioni e iniziative politiche in tutto il territorio giudiziario della Calabria, per i giorni del 14 e 15 luglio 2022.

Le motivazioni dell’astensione

I penalisti spiegano nelle delibere i motivi che li hanno spinti a proclamare due giorni di astensione temendo un forte regresso in atto: “La trasformazione del processo da luogo della cognizione del fatto di reato e della responsabilità individuale a strumento mediante il quale lo Stato regola i propri conflitti sociali”. Secondo gli avvocati “mentre l’avvocatura penalista tenta incessantemente di stimolare un confronto con gli altri attori della giurisdizione, vi è in atto l’ingravescenza dei citati fenomeni giudiziari, in danno dei cittadini”. I penalisti calabresi intendono lanciare con forza un grido di allarme, “nella convinzione che i principi costitutivi del nostro patto sociale e con essi gli argini della legalità costituzionale debbano essere riedificati. Il raccordo essenziale tra le condizioni di esercizio della giurisdizione ed il libero dispiegarsi delle prerogative del difensore nel processo è, e sarà, programma di azione e di quotidiano impegno dei penalisti calabresi in continuità alle analisi prodotte dal dibattito svoltosi in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario dei penalisti italiani a Catanzaro.

Disintossicazione dell’ordinamento dall’eccesso di sanzioni

“L’avvocatura non può e non vuole abdicare al ruolo di promotore delle istanza di giustizia e di garante dei diritti di libertà che provengono dalla collettività; il diritto penale della costituzione prevede il rispetto della persona che entra nel processo, l’attenzione per il principio di ragionevolezza, la garanzia della prevedibilità delle conseguenze giuridiche del proprio operato, la disintossicazione dell’ordinamento dall’eccesso di sanzioni”.

A giudizio dei penalisti “la irrinunciabilità di questi principi chiama l’avvocatura a stimolare il dibattito pubblico contribuendo al consolidamento dei valori costituzionali come regole di civiltà e a favorire il passaggio della giustizia penale del nemico alla giustizia penale del cittadino; contro il fanatismo punitivistico del nostro tempo bisogna ri-stabilire forme di alleanza tra diritto e sentire civile, tra cultura e legittimità, tra addestramento sociale ai valori e proclamazione dei diritti, nella consapevolezza che, all’infuori di un condiviso suo riconoscimento presso la comunità di laici, anche la più armonica e raffinata architettura normativo/costituzionale resta esposta al rischio dell’ineffettività. Le Camere Penali calabresi è scritto ancora -, hanno deliberato e proclamato lo stato di agitazione, al fine – poi risultato vano – di aprire un tavolo di confronto sui temi indicati.

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