scolacium

Le cosche Catarisano e Bruno nel Catanzarese: ridefiniti gli equilibri criminali tra capi cosca storici e nuove leve

"I Catarisano subordinati alle consorterie del Crotonese, ma su Borgia tutti gli appalti e i lavori erano cosa loro"
carabinieri catanzaro

Due sodalizi di ‘ndrangheta che hanno ridefinito gli equilibri criminali nei territori di Borgia, Vallefiorita e aree limitrofe, esperti nei reati contro il patrimonio, in materia di armi, stupefacenti, estorsioni, attività illecite serventi all’acquisizione del controllo sulle attività economiche nel tentativo di infiltrarsi nel settore commerciale-imprenditoriale. Da un lato la cosca Bruno, che ha visto l’ascesa nell’organigramma di Gennaro Felicetta, nipote degli storici capi cosca Giovanni, Giuseppe e Francesco Bruno, reggente per conto di Francesco Bruno che dal carcere ha comunque mantenuto il dominio del clan, continuando ad impartire disposizioni e a fornire direttive agli associati.

Nell’ordinanza del gip che ha portato a 20 misure cautelari, di cui 19 in carcere e 3 ai domiciliari su richiesta della Dda nell’ambito dell’inchiesta “Scolacium” (LEGGI), Felicetta si sarebbe avvalso di un ristretto entourage nell’ambito del quale riveste un ruolo organizzativo Danilo Vitellio che lo guida e lo indirizza nella politica criminale da adottare e da un numero limitato di nuovi sodali Sandro Stilo e Adrian Dimitrov nel quale ripone la sua più totale fiducia. Dall’altro lato la cosca Catarisano, all’interno della quale si registra un dualismo : l’organizzazione e la direzione delle attività criminali spettano a Pietro Abbruzzo e Massimo Citraro, che si avvalgono del contributo di personaggi storicamente legati al clan, inseriti tuttora stabilmente nella compagine societaria, come Vincenzo Tolone, Sandro Ielapi e Bruno Abbruzzo e di nuove leve Antonio Paradiso e Giuseppe Cristofaro, prima non associati, da un punto di vista investigativo, a contesti di criminalità organizzata, ma che oggi hanno dimostrato la loro adesione al sodalizio, conoscitori di dinamiche anche riservate godendo di notevole fiducia da parte degli altri appartenenti alla consorteria.  

“La cosca Catarisano alle dipendenze delle consorterie crotonesi”

Dopo l’azzeramento del quadro direzionale e del gruppo di fuoco della cosca Catarisano, nell’ambito dell’operazione Jonny, gli affari illeciti venivano seguiti da Pietro Abbruzzo, che con Citraro ne ha preso le redini, assumendo decisioni rilevanti. Abbruzzo ha partecipato a numerose riunioni con altri sodali della cosca e con esponenti di altre famiglie criminali in particolare con Luciano Babbino e Francesco Bruno del clan Bruno di Vallefiorita. Il collaboratore di giustizia Santino Mirarchi a conferma delle dichiarazioni rese da Raffaele Moscato ha riferito agli inquirenti della subordinazione del gruppo criminale Catarisano alle consorterie crotonesi e in particolare a Paolo Lentini elemento di spicco del clan Arena di Isola Capo Rizzuto, che aveva assunto il ruolo di mediatore per dirimere la controversia insorta tra i Catarisano e i Bruno per la gestione delle estorsioni ad una ditta che avrebbe dovuto realizzare un parco eolico nei territori ricadenti sotto il controllo della stessa famiglia Bruno, operante nei comuni di Vallefiorita, Amaroni e Squillace.

Le dichiarazioni del pentito Mannolo e gli appalti su Borgia nelle mani del gruppo Catarisano

E sull’appartenenza di Massimo Citraro al gruppo Catarisano ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Dante Mannolo rese nel corso dell’interrogatorio del 24 marzo 2021: “A Borgia e a Roccelletta di Borgia comanda la famiglia Abbruzzo, capeggiata da Salvatore… Nei rapporti tra famiglie di ‘ndrangheta ricordo che nel 2015 vennero a consegnarmi un cesto natalizio il papà Salvatore Abbruzzo e un affiliato Massimo Citraro. Dopo quella occasione incontrai più volte Citraro e divenimmo amici. Nel corso dei nostri incontri Citraro oltre a confermarmi l’appartenenza alla famiglia Abbruzzo, mi diceva che si accaparrava in virtù del suo legame tutti gli appalti su Borgia e sul comprensorio. Citraro mi fece capire che ogni lavoro doveva essere dato o ceduto a lui”. 

LEGGI ANCHE | Scolacium, nuovo colpo della Dda nella provincia di Catanzaro: chi sono i 24 indagati (NOMI)

LEGGI ANCHE | Le mani delle cosche di ‘ndrangheta del Catanzarese nel settore edile, boschivo ed eolico: i dettagli del blitz dei carabinieri (VIDEO)

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Le osservazioni in vista della conferenza di impatto ambientale
L'aspirante primo cittadino parla anche delle "condizioni disagevoli per l’erogazione delle prestazioni" e del "sovraccarico di lavoro"
Il più grande festival della regione, dall’anima itinerante e dal respiro internazionale, sarà inaugurato lunedì 15 aprile
Intanto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è in contatto con i prefetti delle città italiane
L'uomo non ha saputo specificare la provenienza del denaro che per gli investigatori sarebbe frutto di illeciti
Un evento che ha riunito i congregari presenti, finalizzato all’approvazione dei documenti contabili dell'associazione
Romano Bucci: "Si è trattato di uno scontro di gioco su un cross, uno dei due ragazzi intervenuti ha avuto la peggio con un trauma cranico"
Tra le Regioni con performance ‘intermedie’ nella spesa sviluppo software figura anche la Calabria
l'inviato
Sotto osservazione l’impianto consortile di Acquaro, Arena e Dasà da cinque anni fermo e quello di Pizzo che vomita in mare di tutto
Segnalata diverse criticità nel Catanzarese. I vigili del fuoco impegnati senza sosta anche in provincia di Cosenza
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved