Le ferrovie del Sud: vecchi treni, elettrificazione mancante e troppi passaggi a livello

L'incidente ha svelato le precarietà del trasporto ferroviario in Calabria. Legambiente: "Servono collegamenti più veloci, sicuri e moderni"
muore travolto dal treno

L’incidente a Thurio, Corigliano Rossano, mette in luce il ritardo infrastrutturale delle ferrovie meridionali rispetto a quelle del nord. Il Report Pendolaria 2023 di Legambiente rivela che in Calabria la flotta ferroviaria ha un’età media di 21,4 anni, rispetto ai 11,9 anni del nord e 18,5 nel Mezzogiorno in generale, evidenziando la mancanza di investimenti nel settore nel corso degli anni.

Meno treni nel Mezzogiorno

Meno treni nel Mezzogiorno

Inoltre, nel Mezzogiorno circolano meno treni, che viaggiano comunque su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. Le corse dei treni regionali in Calabria sono giornalmente 333 contro le 2.173 della Lombardia, ad esempio. Lo stato delle ferrovie nella nostra regione è drammatica anche quando si analizzano i numeri della rete: 686 i km a binario unico su 965 km totali di rete ferroviaria, ossia il 69,6%. Mentre la rete attualmente non elettrificata conta 477 km, ossia il 49,4% del totale anche se questo dato è destinato a migliorare.

Gli incidenti ai passaggi a livello

Ogni anno, in media, in Italia, secondo i dati diffusi da Rfi, si verificano 250 incidenti ai passaggi a livello, con conseguenze gravi o mortali nel 10% dei casi. I passaggi a livello sulla rete ferroviaria italiana, nonostante una progressiva eliminazione posta in essere dalla Rete ferroviaria italiana, sono ancora più di 4.000, di cui circa il 10% addirittura di competenza di utenti privati. “La Calabria ha bisogno di efficientare le linee ferroviarie, di aumentare il numero dei treni, di collegamenti veloci e moderni ed ha bisogno di sicurezza ferroviaria a partire dalle situazioni di pericolo connesse alla presenza di passaggi a livello”, afferma Legambiente Calabria.

Sull’incidente a Thurio

Sull’incidente avvenuto giorni addietro a Thurio, “sono davvero tanti gli interrogativi – affermano Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria ed Evelina Viola, presidente del circolo Legambiente di Corigliano-Rossano – sulle dinamiche del gravissimo incidente così come tante sono anche le riflessioni che questa tragedia ci porta ad approfondire sulla qualità e sicurezza dei trasporti, affinché simili episodi non accadano ancora e la nostra regione possa abbandonare il fastidioso ruolo di cenerentola d’Europa”.

Mobilità sostenibile

Il gruppo sottolinea che “la Calabria ha bisogno di una mobilità sostenibile che rafforzi il trasporto pubblico e collettivo, disincentivi l’uso dell’auto privata sia nei trasporti urbani che extra-urbani e colleghi in maniera adeguata il territorio calabrese al suo interno, con il resto del Paese e con l’Europa”. “È urgente far partire quei cantieri per la transizione ecologica, necessari per permettere ai cittadini e alle merci di muoversi in Calabria con logiche da paese civile, contribuendo alla lotta alla crisi climatica. Occorre potenziare le infrastrutture per la mobilità sostenibile, con linee ferroviarie elettrificate e a doppio binario, percorse da treni moderni, frequenti e puntuali”.

I pericoli dei passaggi a livello

Oltre alla diffusione della consapevolezza dei pericoli connessi all’attraversamento dei binari per evitare gli incidenti, afferma Legambiente Calabria, servono attività ed opere per eliminare i passaggi a livello, con la realizzazione di opere di viabilità alternativa come attraversamenti con sottopassi e cavalcavia di nuova costruzione. Nel processo di costruzione di una rete di infrastrutture moderna, alle prese con l’eterna altalena fra opportunità e carenze, è mancata e manca tuttora, in Calabria, la capacità di programmazione ed una riflessione più ampia sul ruolo strategico che la mobilita’ ricopre nello sviluppo economico e sociale di un territorio, comunica il gruppo in nota.

No al Ponte sullo Stretto

“La motivazione economica è una delle tante ragioni per cui Legambiente è contraria al Ponte sullo stretto di Messina e sarà presente il 2 dicembre al Corteo nazionale No Ponte: una cattedrale nel deserto della mobilità i cui costi sono già lievitati a 13,5 miliardi di euro ai quali si sommano 1,1 miliardo per le connessioni ferroviarie ed altre somme da quantificare per i raccordi stradali per un totale di oltre 15 miliardi di euro”, conclude.

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