Le mani della ‘ndrangheta sugli appalti in Piemonte, Frediani: “Ennesimo segnale di connivenza”

Secondo la consigliera, è “preoccupante che un garante della legalità delle opere sia stato accusato di collaborare con le cosche”
opere incompiute

“Sdegno e rabbia per l’ennesimo segnale di connivenza tra ‘ndrangheta e il Piemonte. È un dato veramente preoccupante che un garante della legalità degli appalti sia stato nominato e poco tempo dopo sia stato accusato di collaborare con le cosche della ‘ndrangheta per favorire l’assegnazione dei lavori della Torino-Bardonecchia e in opere connesse con il Tav Torino Lione”. Ad affermarlo, in una nota, è Francesca Frediani, consigliera regionale di Unione popolare Piemonte. “Roberto Fantini, ex presidente di Sitalfa (concessionaria Sitaf) e componente della commissione regionale di vigilanza sui contratti pubblici -aggiunge – si trova ora in carcere con l’accusa di aver agevolato le cosche mafiose nell’ottenimento di appalti milionari. Purtroppo la notizia dimostra ancora una volta che non abbiamo strumenti per prevenire certi fenomeni e che la stessa commissione nomine del consiglio regionale dovrebbe essere rafforzata nel suo ruolo”.

“Il coinvolgimento nelle indagini della società che gestisce l’autostrada A32 e che ha appalti anche in opere collaterali al Tav – conclude – è emblematico: da molto tempo, chiediamo infatti di fare chiarezza e di tenere accesi i fari su tutti i cantieri della Val Susa, in particolare in particolare sul movimento terra e sullo smaltimento dei materiali. Non abbiamo mai ricevuto risposte chiare e soddisfacenti. Il grande partito trasversale del Tav, che include allo stesso modo centrodestra e centrosinistra, dovrebbe chiedere scusa a tutta la Val di Susa che da anni grida la verità attraverso la scritta sul Musinè”.

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