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Le mani della ‘ndrangheta sul porto di Badolato, Ranieri condannato

porto badolato

Porto di Badolato: otto anni di reclusione, 2mila euro di multa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

E’ la condanna inflitta dal Tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Antonella De Simone, per Antonio Ranieri, 67 anni, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito del processo stralcio “Itaca”, il blitz della Dda di Catanzaro scattato nel luglio del 2013, che ha portato in carcere 25 persone ritenute componenti della cosca Gallace-Gallelli di Guardavalle, cosca particolarmente potente, attiva nel basso Jonio Catanzarese, ma con ramificazioni nella zona di Nettuno, nel Lazio e nella provincia di Milano.

Il pm Veronica Calcagno aveva invocato una pena di poco più elevata : nove anni di reclusione e 15mila euro di multa.

Il clan, secondo le ipotesi di accusa, avrebbe messo le mani non solo sui villaggi turistici della zona e i grandi appalti, ma anche sul porto di Badolato che doveva per forza essere gestito da Antonio Ranieri, imputato per estorsione aggravata dalle modalità mafiose in concorso con altre persone, “altrimenti sarebbe scoppiata una guerra di mafia”.

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