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Le prime dosi del vaccino a gennaio 2021… ma prima nuovo lockdown

vaccini terza dose

L’arrivo delle prime dosi del vaccino della Pfizer contro il Coronavirus è fissato per metà gennaio, più o meno il 20 del primo mese del 2021. Circa 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni tra medici, infermieri e pazienti delle Rsa, dato che il vaccino prevede due somministrazioni, secondo quanto riportato da Repubblica. Il quotidiano rivela il piano che il governo sta sviluppando per l’inizio dell’immunizzazione nazionale, che coinvolgerebbe tutti i Paesi dell’Ue.

Un piano su cui si è cominciato a lavorare in segreto dalla fine di ottobre, dopo un incontro in videoconferenza tra alti rappresentanti della società farmaceutica e il ministro della Salute Roberto Speranza. Tempi serrati per organizzare l’imponente logistica necessaria per trasportare, conservare e somministrare il vaccino che nel mentre potrebbe portare a un altro lockdown nazionale.

Il piano del Governo

La strada che porta a metà gennaio 2021 è piena di ostacoli, sia per i tempi strettissimi a causa dei numeri di ricoveri e contagi, quanto per le possibili decisioni che dovranno esser prese dal governo perché quei numeri non crescano ulteriormente, sottraendo risorse preziose per l’organizzazione della vaccinazione su larga scala. Al piano parteciperà la sanità militare che curerà buona parte degli aspetti logistici, dal trasporto all’allestimento delle strutture per le punture, con il coinvolgimento del commissario all’emergenza Domenico Arcuri.

Dall’incontro con Speranza di due settimane fa, i rappresentanti della Pfizer si sono mostrati ottimisti su un possibile via libera dell’Ema, l’agenzia europea per il farmaco, già a metà dicembre. Più probabile però che i tempi della sperimentazione facciano slittare tutto a metà gennaio. Tempo prezioso per definire gli ultimi dettagli dei piani da parte dei Paesi Ue con cui è già stato sottoscritto il contratto di fornitura. Il piano di distruzione italiano sarà sviluppato nelle prossime settimane da una commissione speciale all’interno del ministero della Salute. Nel frattempo, Italia e Germania sperano di chiudere l’accordo tra i Paesi Ue per le quote di distribuzione.

Lockdown totale

Nel governo, secondo il retroscena di Repubblica, si sta rifacendo strada l’ipotesi di un lockdown nazionale che uniformi le chiusure tra le varie regioni, con buona pace delle zone gialle, arancioni e rosse. Una chiusura più pesante su tutte le attività, comprese le scuole, almeno fino a metà dicembre. La strada del lockdown nazionale sembrerebbe l’unica praticabile, come richiesto dall’Ordine dei Medici, per arrivare più pronti con l’arrivo dei vaccini, compreso quello di AstraZeneca sviluppato a Oxford, che si andrebbe ad aggiungere ampliando la copertura ad altre categorie più a rischio.

 

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