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“Le violazioni di Marino e l’oscurantismo di Catanzaro Servizi”

“C’è una regola da sempre condivisa, che oggi l’amministratore di Catanzaro Servizi, Vitaliano Marino non può delegittimare. E’ quella della tutela dei lavoratori e soprattutto del riconoscimento delle rappresentanze sindacali.

E’ quanto dichiara in una nota il consigliere comunale di FareperCatanzaro, Fabio Celia.

“Quanto è avvenuto ieri , – scrive Celia – dopo che con una sua nota, l’amministratore di Catanzaro Servizi ha di fatto impedito una normale riunione sindacale della sigla UIL TuCS, instaurando una formula di nuove relazioni sindacali, sulla minaccia ed in particolare sul disconoscimento, fatto illegittimo, di quanti hanno una funzione di tutela dei lavoratori, la dice lunga sulla strada intrapresa dal management della Catanzaro Servizi, nonché sull’impronta che la gestione Abramo – che ha nominato Vitaliano Marino – intende instaurare in tema di relazioni sindacali.

Siamo di fatto sprofondati nel Medioevo – continua Celia – sul piano delle conquiste dei lavoratori e sul piano del confronto interno all’azienda Catanzaro Servizi, dove la componente politica espressa dalla maggioranza di Sergio Abramo non può non tenere conto degli indirizzi formulati in sede di Consiglio Comunale, oltre che non può non tenere conto della volontà che lo stesso Consiglio Comunale esprime e che, allo stato, sono stati puntualmente disattesi in termini di attuazione del contratto di lavoro ed, oggi in termini di aumento del monte orario per i lavoratori part-time, mortificando quelli full-time

E’ questa una aperta violazione del potere di indirizzo del Consiglio Comunale ed in particolare la violazione sfacciata di ogni regola di democrazia, sia essa politica che sindacale. Quella violazione che ha spinto l’amministratore della Catanzaro Servizi ad impedire una normale assemblea sindacale, annunciata in data 12 febbraio e cassata, immotivatamente dallo stesso in data 18 febbraio, procedendo d’imperio ad una riunione con altre sigle sindacali con esclusione della UIL TuCS.

L’oscurantismo – conclude Celia – ormai imperversa nella città capoluogo, è diventato il metodo di gestione, quello che annichilisce le umane coscienze e pensa – sbagliando – di dettare formule, sistemi e regole che sono in aperto contrasto con le consuetudini, con le regole più elementari di trasparenza, nonché con le normative vigenti. La città ormai è in evidente black-out”.

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