Levato-Amendola: “Fiorita? Più veloce di Bolt”

“Sogno o son desto? È quello che ci viene in mente leggendo l’analisi del consigliere Fiorita, già noto alle cronache politiche per essere diventato il gregario del vero leader della minoranza di una delle opposizioni, il capogruppo di Fare per Catanzaro”.

Lo scrivono in una nota Luigi Levato, Capogruppo Forza Italia, e Andrea Amendola, Capogruppo Obiettivo Comune.

Lo scrivono in una nota Luigi Levato, Capogruppo Forza Italia, e Andrea Amendola, Capogruppo Obiettivo Comune.

Il confronto politico, quello vero, invece, ha ribadito un concetto già noto a chi vive le amministrazioni locali: la maggioranza di centrodestra governa e prende le decisioni, le opposizioni svolgono – o almeno dovrebbero svolgere – un ruolo di vigilanza e controllo. In entrambi i casi il buon senso e la responsabilità dovrebbero essere i cardini dell’agire di ognuno. Il condizionale è d’obbligo perché, com’è apparso a tutti, Fiorita si è trasformato da amministratore pubblico in centometrista, uno Usain Bolt alla catanzarese che non perde occasione di fuggire ogni volta che l’amministrazione deve assumere decisioni importanti per la città.

Fiorita ha rinunciato a tutto, anche a svolgere il suo ruolo attraverso delle proposte concrete che non può portare all’attenzione delle commissioni, nelle quali non c’è praticamente mai. È diventato un grillo parlante che preferisce le uscite populiste a quelle responsabili, attacca per il solo gusto di attaccare e si impunta, come ha fatto nell’ultimo Consiglio, su argomenti come le strisce blu, che ha approvato anche lui, quando invece all’ordine del giorno ci sono temi ben più alti.

Del resto, – scrivono i consiglieri comunali – il fondatore di Cambiavento si è distinto anche nella penultima sessione dell’aula, in cui si discuteva l’approvazione dei regolamenti e la limitazione a 40mila euro per gli affidi sotto soglia: ha preferito scappare, anche questa volta, invece di votare sì, com’era auspicabile, o astenersi come ha invece fatto il suo ex sodale Bosco. È un dato consolidato: Fiorita, nelle grandi occasioni, decide di non decidere, ma poi affida i suoi ragionamenti contrastanti ai social network. Non abbiamo dimenticato nemmeno noi quando, scientemente, ha abbandonato il perimetro dell’aula proprio mentre l’amministrazione di centrodestra si schierava contro le lottizzazioni che avrebbero dovuto insediarsi a Tiriolello e Fortuna.

Saremmo troppo disattenti se non vedessimo il filo ideale che collega le due decisioni e che, in questo caso, ha l’aggravante di andare in continuità con tutti coloro che sulle lottizzazioni ci speravano. Quindi ci chiediamo: Cambiavento è a favore dei poteri forti?

Cambiavento è contrario al principio di rotazione delle ditte regolamentato dal Consiglio comunale? Ma soprattutto, come si sarebbe comportato Fiorita nel caso in cui fosse fortuitamente diventato sindaco? La cittadinanza ha già avuto le merita risposte dai comportamenti di Fiorita”.

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