Calabria7

L’editoriale, Abramo rispolvera Veltroni. E in Calabria torna di moda il…ma anche

di Danilo Colacino – Diavolo di un Sergio Abramo, che vuol proprio fare il governatore e allora ricorre a tutto. Compreso riesumare (politicamente, s’intende) Walter Veltroni. Anzi, un vecchio slogan dell’ex numero due di Romano Prodi: quello del…ma anche.

Accade così che il sindaco del capoluogo da un po’ di tempo a questa parte abbia in tasca una ricetta buona per tutte le aree della città e sforni idee e progetti risolutivi, neppure fossero stampati con il ciclostile.

La summa di oltre 15 anni di amministrazione incontrastata, insomma. Un’esperienza lunga e, al di là di come la si pensi, anche caratterizzata da significativi successi, che proprio adesso però pare aver raggiunto l’acme con due ‘conigli dal cilindro’. Trovate geniali – anche se forse in palese conflitto fra loro – che dovrebbero unire una Catanzaro, finalmente rilanciata, dalle Alpi alla Sicilia (pardon, ci siamo confusi, dalla Marina al centro storico). E già, perché con una Lido ancora ‘fresca’ di plastico e slide su un porto stile Barcellona (citazione sempre del diretto interessato!) mostrato in tutta la sua abbacinante bellezza (seppur ancora virtualmente) nel corso di una conferenza stampa tanto urgente da venire fissata di domenica pomeriggio (quella scorsa) in concomitanza con il match delle Aquile contro il Potenza, ci si è portati avanti.

Ma, come premesso, non è finita qui. Perché Abramo, ‘interrogato’ da calabria7.it nell’ambito dell’inchiesta sull’Umg, ha peraltro detto con tono perentorio alla nostra Carmen Mirarchi: “Gli studenti universitari devono tornare in centro”. In molti, a questo punto, si staranno tuttavia chiedendo dove stia il…ma anche. Semplice: chi vive nel capoluogo, o lo frequenta assiduamente, sa bene che la recente rinascita del quartiere marinaro passa soprattutto attraverso la linfa vitale (assai prima di quella economica) inoculata dagli stessi iscritti all’Unicz riversatisi nella zona per via della vicinanza al luogo degli studi. Altro che volano costituito dallo sfruttamento del porto. Un mega-infrastruttura per cui oltretutto, se i lavori procederanno ad analogo ritmo della rotatoria di Giovino (piccola opera rispetto a cui sempre il Nostro nel marzo scorso parlò di consegna entro metà agosto ma, solo ora ci viene in mente, senza specificare l’anno), bisognerà attendere come minimo il 2040.

Meglio buttarsi sui ragazzi, quindi. Che nel ‘libro dei sogni’ del primo cittadino assumerebbero però la veste delle famose vacche di Fanfani da spostare di qua e di là ad esempio nel tentativo di ridare ossigeno a un nucleo storico del capoluogo ormai esanime, magari confidando nell’effetto placebo dell’annuncio di tale imminente ‘cura’. Farmaco che dovrebbe funzionare come per Lido. Sì, proprio così, considerato che il porto (inteso nella fisionomia simile alle elaborazioni computerizzate fatte vedere sei giorni fa) se lo si vedrà in tale configurazione, sarà più meno – lo ribadiamo – quando i tanto appetiti giovani, oggi accademici dell’Ateneo di Germaneto, saranno diventati nonni.

Ma fa niente. C’è una candidatura di prestigio da ottenere e – se miracolosamente dovesse arrivare – l’ennesima campagna elettorale da condurre. Ecco perché per il sindaco con velleità da governatore è tornato di moda il veltronismo. Una sorta di ecumenismo confortante, attento a non scontentare alcuno, che lascia a tutti una porta aperta sul futuro. Roba che il Cav, se non avesse gli Occhiuto nel cuore, sarebbe orgoglioso del suo Sergio.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Regione: le linee guida per parrucchieri e centri estetici in Calabria

Matteo Brancati

FdI: Sacal chiarisca posizione lavoratori su contributi

manfredi

Concessione domiciliari a Giovanni Brusca, Ferro (FdI): “Garantire certezza pena”

manfredi
Click to Hide Advanced Floating Content