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L’editoriale, ci davano per matti ma come volevasi dimostrare ecco “due centrodestra” in campo

di Danilo Colacino – Notizie vere e presunte, fughe in avanti, ritorni di fiamma, pressioni indebite, suggestioni, indiscrezioni pilotate, accuse di incapacità o peggio di malafede, velate intimidazioni, giornalisti blanditi o messi sul banco degli imputati ogni giorno. Ecco però che – come volevasi dimostrare – noi, e solo noi, di calabria7.it abbiamo azzeccato la previsione, per così dire, relativa alla prima volta delle Regionali in Calabria con ‘due centrodestra’ in campo.

Sì, è proprio così. E lo abbiamo certificato – semmai ce ne fosse stato bisogno – dopo la cena romana di una decina di giorni fa avvenuta fra il maggiorente locale forzista Mimmo Tallini e il Cav. Lo stesso Silvio Berlusconi, quest’ultimo, il quale a detta di alcuni stimati colleghi calabresi successivamente al faccia a faccia con Tallini, ma non si sa di preciso quando, avrebbe invece detto al parlamentare Roberto Occhiuto che suo fratello (il Mario attuale sindaco di Cosenza) sarebbe stato ‘sacrificato’ sull’altare della ricostituzione della triplice liberale (qui intesa non nel senso della rappresentanza dei tre grandi sindacati italiani, ma in quello di una sorta di ritorno allo schieramento nato nell’ormai lontano 1994) e quindi non candidato alla carica di governatore per via del niet di Lega e Fratelli d’Italia adesso alla ricerca di un candidato (o meglio giunti al momento di dover svelare la probabile scelta di un Sergio Abramo con la benedizione della deputata Wanda Ferro, chissà se e quanto effettivamente interessata alla corsa per la presidenza della Regione).

Una ‘storiella’ dunque, la defenestrazione di Occhiuto, perché nel caso in cui il patto a tre (Fi, Fdi e Carroccio) dovesse realmente essere suggellato nel Paese – peraltro in base a un ragionamento più improntato a una logica maggioritaria sempre più al tramonto, ma questa è un’altra storia – non avrebbe potuto comunque avere ‘effetto retroattivo’ su un accordo calabrese a prova di bomba.

Già, adesso però è facile immaginare il concreto rischio di una sorta di stagione dei veleni in cui la politica lascerà il posto alla cronaca giudiziaria con rumors su inchieste et similia. Una tecnica peraltro sperimentata con il grave tentativo di condizionamento di giornalisti liberi e autonomi. Ma tant’è, è il segno dei tempi. Una volta ci si confrontava nelle piazze, a suon di comizi e purtroppo non solo, adesso viceversa lo si fa nelle aule dei tribunali, magari cercando di tirare per la giacchetta anche notisti e cronisti autonomi e quindi indipendenti. Ma così è, se vi pare…

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