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L’EDITORIALE | Lockdown, lo scaricabarile del Governo sui giovani

Direttore Editoriale Calabria 7

di Eugenio Felice Perrone – La colpa dei lockdown non è dei giovani, sono le Autorità ad avere perso ogni forma di credibilità in questo ridicolo e disperato carosello di apri e chiudi. Troppo facile scaricare la responsabilità ai cittadini che, in passato, hanno fortemente rispettato, sperato e creduto nell’ efficacia di tale rimedio, nella prospettazione di una soluzione rivelatasi inutile. Come, peraltro, mediocre si è tristemente manifestata l’ opera del comitato tecnico scientifico, un autentico disastro rispetto ai numeri ed ai risultati ottenuti da altri paesi presenti nel panorama mondiale. Nonostante ciò, continua ad assumere decisioni e pareri in favore di un ministero della sanità in preda alla confusione.

I giovani non hanno nessuna colpa, e lo rivelano proprio le accuse di irresponsabilità declinate da Galli e dal suo Cts che dimostrano, al contrario, un vigliacco tentativo di celare la propria incapacità a suggerire valide soluzioni. Non avevamo bisogno di scienziati – pagati profumatamente – per assumere la più banale delle decisioni, priva di scientificità: la radicale compressione della libertà personale. Perciò, se nei vari lockdown le condotte dei cittadini appaiono progressivamente mutate nel tempo, le ragioni risultano consequenziali. Passare dalla autorevolezza all’autoritarismo è indice di un fallimento senza confini.

Ma chi governa, si sa, è il frutto delle nostre scelte, e molto spesso del nostro opportunismo che si rivela antitetico all’interesse collettivo. Mutuando Étienne de La Boétie: “Sono dunque i popoli stessi che si lasciano incatenare, perché se smettessero di servire, sarebbero liberi. È il popolo che si fa servo, che si taglia la gola da solo, che potendo scegliere tra servitù e libertà, rifiuta la sua indipendenza e si sottomette al giogo; che acconsente al proprio male, anzi lo persegue.“

 

© Riproduzione riservata.

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