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L’editoriale, non importa tu sia leone o gazzella…laureato o no, a Catanzaro basta avere l’amico giusto!

catanzaro turismo

di Danilo Colacino – Il fronte è compatto. A Catanzaro il centrodestra, meno Forza Italia come ovvio, dialoga ormai con chiunque senza problemi.

Compresa una parte dell’opposizione (non tutta per la verità) che forse ritiene di potersi confrontare (o ‘inciuciare’, solo il tempo chiarirà questo argomento cruciale) con l’avversario, scegliendosi lo sfidante per le future competizioni elettorali.

Potrebbe pure essere una tattica per incrinare il fronte opposto, magari ottenendo poi inattesi aiuti elettorali da malpancisti sulla carta rivali però all’occorrenza alleati, ma se un po’ conosciamo la città – e almeno un pochino è così, fidatevi di noi – l’accorduni va a parare sempre lì.

Dove? A levare di mezzo il Drago che fa paura, e dà fastidio, a molti.

Fatto ciò, ecco la fase due del piano: mettersi in qualche modo d’accordo senza il fiato sul collo di ‘scomodi controllori’, che – ben inteso – non appartengono di certo all’ordine delle Carmelitane scalze.

Forse però meno ‘neri’ di come li dipingono taluni Farisei della politica nostrana.

Gente indubitabilmente dal volto amico, quest’ultima, e dai modi gentili, per carità. Ma non meno scafata e disinvolta (eufemismi!) del…Drago, di cui sopra.

In tutto ciò comunque, mentre tra Fi e Catanzaro da Vivere si è consumato l’ennesimo strappo su quelli che noi – e solo noi – abbiamo ribattezzato gli Abramo-Bond (i buoni o assegni comunali per i bisognosi ai tempi del Sars-Cov-2) il comprensibilmente indaffaratissimo sindaco (addirittura da giorni in auto-quarantena familiare per come ci ha informato  il capogruppo a Palazzo De Nobili di Officine del Sud, Lorenzo Costa) ha trovato il tempo per qualche ulteriore nomina ‘pro domo sua’ (pardon, in favore dei soliti fedelissimi) alla Provincia e, di riflesso, in Comune.

La saga continua allora e come cantava De Gregori ‘nessuno si senta offeso’ perché gli incarichi – emergenza Coronavirus o meno – spettano ai designati di chi è stato indicato dalle urne per ‘comandare’ o al massimo ai nuovi sostenitori, anche di centrosinistra se del caso.

Anzi in determinate circostanze, meglio ancora a loro, per…l’effetto che fa. Comune o Provincia, quindi, non fa differenza.

È come la storia del leone e della gazzella nella savana insomma.

Non importa se tu abbia la laurea, basta che sia amica (il Sergiun ha sempre dimostrato di tenere alla parità di genere), amico o parente di chi conta o ha ‘buoni uffici’. 

© Riproduzione riservata.

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