Legge “moltiplica-poltrone”, la Lega si sfila e spacca il centrodestra. Rimpasto in alto mare

Le tensioni interne al Carroccio complicano i piani di Occhiuto. Furgiuele sul toto-assessori: "Per noi decidono Salvini e Saccomanno"

I capigruppo di Forza Azzurri Giacomo Crinò, di Forza Italia Giovanni Arruzzolo, di Coraggio Italia Francesco De Nisi, dell’Udc Giuseppe Graziano e di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri insistono e vanno avanti per la loro strada: la legge sull’incompatibilità tra il consigliere regionale e l’assessore regionale, la cosiddetta “moltiplica-poltrone”, è “a costo zero” e non ha profili di incostituzionalità. Lo hanno ribadito anche oggi con una nota congiunta (LEGGI QUI) nella quale non è passata inosservata l’assenza di una firma: quella del capogruppo della Lega a Palazzo Campanella. Segnale evidente di un centrodestra che su questo punto non è compatto. Il Carroccio sembra volersi sfilare e perplessità sul punto vengono tacitamente espresse anche da Filippo Mancuso, non uno qualsiasi ma il presidente dell’Assemblea. Lunedì in Consiglio regionale sarà tutto più chiaro ma per il momento la Lega fa melina e il suo silenzio vale più di mille parole. A spingere più di tutti è Fratelli d’Italia che deve risolvere il derby interno per la designazione dell’erede di Orsomarso in giunta. Le aspirazioni del capogruppo Neri si scontrano con le ambizioni del sindaco di Locri Calabrese. Solo uno diventerà assessore. Il via libera al “consigliere supplente” eviterebbe pericolosi mal di pancia interni al partito di Giorgia Meloni.

Le tensioni nella Lega e la posizione di Furgiuele

Le tensioni nella Lega e la posizione di Furgiuele

Cosa pensa Roberto Occhiuto sulla proposta di legge “moltiplica-poltrone” è un rebus. Di sicuro il rimpasto necessario dopo l’elezione in Parlamento di Tilde Minasi e Fausto Orsomarso si sta rivelando più difficile del previsto. A complicare i piani anche le tensioni nella Lega e il “no” della neo-deputata Simona Loizzo all’ipotesi di una sua entrata in giunta con la rinuncia ovviamente al ruolo di parlamentare a favore del commissario regionale del Carroccio Giacomo Saccomanno. Fonti accreditate parlano di accordi disattesi e di “risarcimenti” in arrivo per lo stesso Saccomanno che Salvini avrebbe voluto sottosegretario ma che dovrà probabilmente accontentarsi di un ruolo in qualche partecipata della Regione Calabria. Sul “toto-assessori” interviene un altro deputato della Lega Domenico Furgiuele, dato come vicinissimo a Matteo Salvini. “La mia storia politica – spiega – coincide con la mia militanza e con il rispetto sacrale della disciplina di partito. Ora, mi rendo conto che il concetto di disciplina sia caduto in desuetudine nelle moderne dinamiche politiche, popolate sempre più da gente che utilizza i partiti come taxi, ma per me i valori sono immutabili. Ecco perché non sono mai entrato nelle scelte che competono al Commissario regionale e al Segretario nazionale della Lega. Non c’è traccia di miei presunti tentativi di condizionare in senso a me favorevole la scelta del personale politico da proporre per incarichi istituzionali – aggiunge il deputato calabrese del Carroccio – ma soprattutto non ci sono mai state impuntature capricciose o, peggio isteriche su questo o quel nome. La scelta del futuro assessore regionale in quota Lega spetta al Commissario regionale in pieno accordo con Matteo Salvini”. Tra tante incertezze l’unica sicurezza è che l’erede di Tilde Minasi all’interno della giunta Occhiuto sarà una donna. I nomi sono sempre gli stessi con Maria Carmela Iannini e Caterina Capponi dati in pole position. “Personalmente – precisa Furgiuele – mi limito a dire che i nomi che circolano sono tutti di grande spessore, ma nessuno mi appartiene. A me interessa che appartengano alla Lega, non alla persona. Il sottoscritto certe logiche tribali le lascia volentieri ad altri, anche perché incompatibili con chi ha solo costruito comunità militanti in tutta la Calabria, non orticelli. Questa è storia, la mia storia”. (mi.fa.)

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