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L’ex parlamentare calabrese Pittelli in carcere protesta con lo sciopero della fame

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Dagli arresti domiciliari è stato rispedito in cella. L’inasprimento della misura cautelare per l’ex parlamentare Giancarlo Pittelli finito in manette a seguito della maxioperazione Rinascita Scott è stato disposto ad inizio dicembre dal Tribunale di Vibo Valentia. Secondo il giudice, l’avvocato Pittelli accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe tentato di inquinare le prove inoltrando una lettera al ministro Mara Carfagna (LEGGI QUI).

Pittelli inizia lo sciopero della fame

Una decisione che non è stata accolta di buon grado dall’avvocato Pittelli il quale in segno di protesta, da due giorni ha iniziato lo sciopero della fame nel carcere di massima sicurezza Melfi. L’inizio dell’azione non violenta è stata comunicata con un telegramma indirizzato al direttore de Il Riformista Piero Sansonetti nel quale scrive: “Caro Piero, porterò lo sciopero della fame fino alle estreme conseguenze contro una ingiustizia mostruosa. Grazie di tutto. Giancarlo Pittelli”.

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