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Libero De Rienzo potrebbe essere stato ucciso da un mix di sedativi ed eroina

Nel ricostruire la dinamica del decesso dell’attore Libero De Rienzo, il giornalista Stefano Valdovich su Il Giornale approfondisce la vicenda aprendo nuovi inediti scenari. “Ucciso da un mix di sedativi ed eroina. È questa – scrive Valdovich – l’ipotesi più inquietante ma anche la più accreditata per spiegare la morte assurda dell’attore Libero De Rienzo, 44 anni, trovato cadavere nel corridoio di casa, a Roma, giovedì sera da un amico allarmato dalla moglie. La cronaca è nota. La donna, la costumista Marcella Mosca, è a Napoli con i loro due figli, di due e sei anni. Non riesce a mettersi in contatto con il marito, chiama disperata un amico di famiglia che ha le chiavi dell’appartamento. Poco dopo le 20 la macabra scoperta. Per il medico legale per De Rienzo, «Picchio», non c’è più nulla da fare, stroncato da un malore, probabilmente da un attacco cardiaco 24 ore prima del ritrovamento”.

Cosa è stato trovato in casa di De Rienzo

“In casa – si legge dalle colonne de Il Giornale – gli inquirenti sequestrano scatole di calmanti e una polvere chiara, non propriamente bianca sottolineano, già spedita ai laboratori del Ris dei carabinieri per le analisi. Molti dubbi, e tutti da sciogliere, per il procuratore Nunzia D’Elia e il sostituto Francesco Minisci che aprono un fascicolo d’indagine, contro ignoti, con l’ipotesi di reato tipica di chi muore per overdose: «Morte come conseguenza di altro reato», ovvero lo spaccio. Ufficialmente uno strumento che serve per compiere tutta una serie di accertamenti tecnici, a cominciare dall’autopsia (domani verrà conferito l’incarico al policlinico Gemelli), all’analisi dei tabulati del suo cellulare. I carabinieri della compagnia San Pietro e della stazione Madonna del Riposo, dal canto loro, setacciano il resto della casa in cerca di elementi utili alle indagini. Nessuna traccia, però, di aghi, siringhe e altro. Che De Rienzo quella polvere l’abbia fumata? Eroina purissima, classificata dagli esperti con il grado quarto: se il dato verrà confermato dagli esami di laboratorio e dal tossicologico eseguito sulla vittima, scatterà la caccia allo spacciatore”.

L’ultimo post su Instagram

“De Rienzo – scrive Valdovich – mercoledì notte, poche ore prima della morte, posta su Instagram la foto di un posacenere zeppo di mozziconi. E scrive: «Notte africana. Tanto vale accendersi un fuoco». Proprio da quest’ ultimo post sui social l’idea che l’attore di origini partenopee l’eroina possa averla fumata. Uno scenario comunque drammatico ma che spiegherebbe l’assenza di altri strumenti necessari per iniettarsi droga in vena. I familiari avrebbero ammesso agli inquirenti che l’attore, vincitore del David di Donatello nel 2002 per il film «Santa Maradona», in passato aveva avuto a che fare con la droga. Brutte storie superate da tempo però. Chi lo conosceva bene, soprattutto attori e registi con i quali aveva lavorato, lo ricorda per la simpatia travolgente ma anche per una profonda disperazione. Un «male oscuro», per il quale De Rienzo sarebbe stato in cura. Ma pure questo dato non è chiaro. Anche perché, al momento, le indagini sono ferme, in attesa dei referti medico legali e delle analisi di laboratorio. Solo allora verrà eseguito l’esame delle ultime chiamate e messaggi inviati e ricevuti dall’attore per risalire agli eventuali pusher. Certo è che il 44enne era solo in casa, nessuna traccia della presenza di altre persone. La porta chiusa senza mandate, a pochi metri lui sul pavimento, magari nel tentativo di aprirla e chiedere aiuto ai vicini. «Siamo sconvolti – raccontano i pochi condomini che hanno voglia di parlare -, lo vedevamo tutti i giorni. Una persona solare, sempre gentile e sorridente». Un dolore straziante per tanti”.

Ipotesi resa nota anche dal Corriere.it

“Tra le molte incongruenze saltate agli occhi degli investigatori che indagano sulla morte di Libero De Rienzo – scrive Ilaria Sacchettoni su il Corriere.it – c’è anche quella relativa alla polvere bianca. L’attore di Fortapàsc non ne aveva su di sé, benché in casa ve ne fossero tracce. I carabinieri della stazione di Madonna Del Riposo ai quali sono delegati gli approfondimenti hanno coinvolto il Ris che ha effettuato un’ ispezione con i reagenti. L’esito, in prima battuta, è stato negativo. Tuttavia non si può escludere in via definitiva che De Rienzo abbia consumato cocaina (o altre sostanze stupefacenti) nelle ore che hanno preceduto la sua morte. Polvere bianca, all’apparenza cocaina, è stata ritrovata su un tavolo, nell’open space che riuniva soggiorno e cucina dell’appartamento. In casa c’erano anche molte scatole di farmaci sui quali si stanno facendo approfondimenti. Erano regolarmente prescritti? L’attore era in terapia? Se così fosse è ragionevole pensare che anche il medico che lo aveva in cura venga ascoltato dagli investigatori”.

Sostanze ingerite da De Rienzo

“L’imperativo, in questo momento, -si legge su Corriere.it – è far luce su tutte le sostanze ingerite da De Rienzo nelle ultime ore. Il pm Francesco Minisci e l’aggiunto Nunzia D’Elia che indagano per morte come conseguenza di altro reato hanno formulato un quesito specifico diretto al medico legale del Policlinico Gemelli affinché sciolga, tramite un prelievo sui tessuti, il rebus. Nel frattempo sono stati ascoltati dai carabinieri i familiari dell’attore, fra cui la moglie Marcella Mosca, costumista e scenografa, sua compagna da molti anni (assieme avevano anche due figli). La donna avrebbe parlato di trascorsi problematici a causa della cocaina di cui De Rienzo era un consumatore pentito. Marcella Mosca avrebbe dato conto della battaglia intrapresa dall’attore per uscirne fuori. Una lotta che a quanto pare aveva vinto. Possibile, allora, che proprio in questo periodo avesse ripreso a consumare sostanze? Molto dirà l’analisi del suo cellulare, ritrovato su un mobile di casa, una volta sbloccato dagli investigatori. Ma come è avvenuto il ritrovamento del corpo di De Rienzo? Questo aspetto è l’unico sul quale, al momento, non ci sono ancora dubbi. É stata proprio la moglie a lanciare per prima l’allarme perché il marito aveva smesso di rispondere alle sue chiamate. A quel punto Marcella Mosca ha avvisato C.T., un amico fidato in possesso delle chiavi dell’appartamento. Quest’ultimo è salito in casa e ha trovato che la chiave della porta fortunatamente girava, la toppa era libera. Entrando ha visto l’attore riverso a terra e ha immediatamente avvisato il 118, pensando fosse ancora possibile intervenire cercando di rianimarlo per quello che sembrava un infarto. Si è trattato semplicemente di una speranza, e i sanitari dell’autoambulanza hanno fatto un tentativo. Ma non c’è stato nulla da fare. L’attore di Smetto quando voglio non ha dato alcun segnale di vita. E presto C.T. ha dovuto arrendersi all’evidenza della sua morte, probabilmente avvenuta nelle ventiquattro ore precedenti. Anche su questo aspetto gli accertamenti richiesti dalla Procura potranno dare altri elementi sicuramente utili alle indagini”.

 

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