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‘Libro Nero’, politici referenti della ‘ndrangheta (SERVIZIO TV)

Di Vincenzo Imperitura

Un vero e proprio terremoto. L’operazione della distrettuale antimafia dello stretto che ha portato all’arresto di 17 persone accusate a vario titolo di orbitare nella galassia criminale che fa capo al potentissimo clan di Libri di Reggio, è piombata sulla politica regionale e cittadina colpendo pesantemente sia a destra che a sinistra.

Nelle indagini, curate dalla squadra mobile e dallo Sco della polizia, vengono infatti fuori i nomi di Alessandro Nicolò, ex capogruppo forzista in consiglio regionale ora transitato in Fratelli d’Italia, finito in carcere. Sebi Romeo, attuale capogruppo Pd in regione e uomo forte del governatore Oliverio nel reggino, finito ai domiciliari, Demetrio Naccari Carlizzi, ex assessore regionale e cognato dell’attuale sindaco della città, Falcomatà, indagato a piede libero. Tra gli arrestati anche l’ex assessore comunale di Reggio, Demetrio Berna.

Pesanti le ipotesi d’accusa formulate dai pm antimafia Walter Ignazzitto e Stefano Musolino, che indicano Nicolò come referente istituzionale del clan Libri: il politico di centro destra eletto in consiglio con 7 mila voti, considerato intraneo alla cosca, avrebbe infatti assunto la funzione di riferimento del clan presso la regione, la provincia e il comune di Reggio Calabria.

Deve di rispondere di corruzione invece il capogruppo Pd in Consiglio, Seby Romeo eletto alla regione con oltre 12 mila voti. Secondo gli inquirenti Romeo avrebbe corrotto un maresciallo della polizia giudiziaria per ottenere informazioni riguardo atti coperti da segreto istruttorio in cambio di un posto di lavoro per una persona indicata da maresciallo stesso.

Pesanti anche le accuse contro Naccari Carlizzi che deve rispondere di associazione esterna: secondo i magistrati, l’ex assessore regionale avrebbe chiesto voti alla ‘ndrangheta in occasioni delle consultazioni cittadini e regionali in cambio di appalti e promesse di interessamento per la risoluzione di problemi con le amministrazioni pubbliche.

Sono 22 in totale gli indagati dell’operazione Libro Nero, che oltre a colpire duramente la politica regionale e comunale di sponda reggina ha consentito agli investigatori di scoprire come molti imprenditori della città fossero completamente asserviti alle volontà della ‘ndrina. Secondo gli inquirenti infatti lo stesso clan avrebbe pianificato l’ascesa di alcune ditte che grazie all’appoggio e ai finanziamenti occulti garantiti dalla cosca, avrebbe assunto posizioni di rilievo nel panorama imprenditoriale della città. Numerosi i sequestri effettuati dalle forze dell’ordine: milioni di euro fatti di società e aziende soprattutto in ambito edile, turistico e di ristorazione.

Redazione Calabria 7

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