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L’imputato Incarnato al fianco della Bruni si difende: “Mi devo chiudere in casa?”

operazione rinascita scott

In merito all’articolo dal titolo “Amalia Bruni debutta a Catanzaro al fianco di un imputato ‘eccellente’ di Rinascita Scott” pubblicato dalla nostra testata nella giornata di ieri, giovedì 22 luglio 2021, riceviamo e pubblichiamo la replica inviataci dal segretario regionale del Psi, Luigi Incarnato. 

“Egregio Direttore, la prego vivamente di voler pubblicare questa mia nota in risposta ad un articolo apparso sulla sua Testata a firma di Maria Teresa Improta. Gentile Dottoressa Improta, il titolo che lei ha usato ieri, su Calabria7,  in occasione dell’evento di Catanzaro con il PSI e la Candidata del PD e M5S, la Ricercatrice Amalia Bruni, ovvero: AMALIA BRUNI DEBUTTA A CATANZARO AL FIANCO DI UN IMPUTATO “ ECCELLENTE “ DI RINASCITA SCOTT, mi ha provocato stupore ma anche sconforto per questa terra maledetta dal diavolo. Guardando la questione dall’angolazione giornalistica sinceramente non capisco dove sta la notizia. Di questa vicenda ne hanno parlato gli organi d’informazione abbondantemente e come spesso accade si da risalto sempre ai capi d’accusa e mai al seguito di una vicenda giudiziaria che ha un suo inizio ed un suo iter. Tra l’altro tutti i suoi colleghi, hanno correttamente riportato l’evento con i contenuti esplicitati dalle parti interessate.

Mi consenta quindi alcune osservazioni. Lei mi ha definito un imputato eccellente mentre nella trasmissione della Rai, che ha descritto il Processo Scott, realizzata dal Dott. Iacona,  nemmeno mi cita, evidentemente perché ha analizzato le vicende ed essendo un politico sicuramente non mi avrebbe risparmiato. Sono stato contattato dalla trasmissione di  Rete 4  “QUARTA REPUBBLICA“ condotta da Nicola Porro per andare a commentare la mia vicenda giudiziaria e ho declinato l’invito perché ho voluto sottrarre la mia persona a qualsiasi forma di spettacolarizzazione scegliendo di difendermi nel processo e non dal processo.

Nella sostanza un atteggiamento di rispetto del diritto processuale. Non vorrei essere il solo a rispettare questo diritto in quanto lei con il suo articolo, applicando un metodo da regime, non solo ha fatto emergere inopportunamente una vicenda personale ma ha calpestato i più elementari diritti costituzionali di questo nostro Paese. Per una corretta informazione, che non ho riscontrato nel suo articolo, voglio ricordare, che il Tribunale del Riesame di Catanzaro, investito immediatamente della vicenda giudiziaria che mi riguarda si è pronunciato sancendo l’inesistenza di qualsivoglia comportamento illecito in capo alla mia persona, escludendo qualsivoglia ipotesi di reato a mio carico. Ma la domanda che le volevo fare è la seguente: secondo lei io che sono stato colpito da un provvedimento giudiziario, annullato con provvedimento dal Tribunale del Riesame e non impugnato dalla Procura Distrettuale – che quindi ne ha riconosciuto la fondatezza –  ho il diritto di vivere la mia vita personale e politica come libero cittadino ? Lei sa bene che esistono tre gradi di giudizio ed il sottoscritto non ha subito ancora alcuna condanna, neanche in primo grado? Mi devo chiudere in casa e aspettare che la giustizia mi restituisca la mia vita? Ho un dubbio che lei dando il titolo al suo pezzo o pensava di fare lo scoop oppure ha messo in atto una volontà di parte politica contro la candidata Bruni che a suo avviso con la mia presenza avrebbe subito un boomerang.

Colgo l’occasione per ricordare che il sottoscritto ha sempre operato con il rispetto della legalità che le sue campagne elettorali sono state sempre fatte con la politica. Ho gestito 15 miliardi di euro da Assessore ai LL.PP.  senza nemmeno un avviso di garanzia per fatti riconducibili alla mia condotta. Non sono proprietario di ville e di patrimoni oltre alla casa di abitazione comprata con il mutuo. Le mie figlie, laureate in Legge, non hanno impieghi pubblici ma svolgono la professione con sacrifici personali. Non voglio nessuna medaglia ma il rispetto di una vita di onesto lavoro e di rispetto della legalità quello lo pretendo. Io  mi sento risarcito dalla sola pubblicazione di  questa mia replica ma credo che lei debba  delle scuse pubbliche alla dottoressa Bruni che, lei  con il suo titolone inutile e denigratorio, ha offeso nella sua dignità di scienziata prestata alla politica per risolvere gli annosi problemi della nostra terra. Esiste un tema che prima o poi andrà affrontato, quello relativo al  rapporto tra giustizia e mondo dell’informazione. Un rapporto in alcuni casi perverso e più dannoso della stessa malagiustizia con i suoi errori giudiziari”.

La risposta della direzione e della redazione di Calabria7

 “Caro signor Luigi Incarnato abbiamo opportunamente tralasciato anche le parti diffamatorie della sua replica per le quali sarà la dottoressa Maria Teresa Improta, che gode dell’incondizionata fiducia della direzione e di tutta la redazione, a valutare il da farsi. Chi ha scritto l’articolo è una giornalista professionista che non ha nulla da invidiare ad altri colleghi i quali hanno la fortuna o il merito di lavorare per testate nazionali. Innanzitutto ci preme sottolineare che l’articolo in questione ha riportato fedelmente i contenuti dell’incontro svoltosi  ieri nel quartiere marinaro di Catanzaro così come hanno fatto d’altronde tutti i colleghi presenti. La nostra cronista ha forse sottolineato un aspetto in più, non trascurabile e certamente non secondario. Un “dettaglio” che non può essere da Lei strumentalizzato con un attacco personale sostenendo che si dà maggiore rilevanza ai capi di imputazione che non al diritto di difesa. Signor Incarnato, al netto del principio della presunzione di non colpevolezza, non l’abbiamo certamente diffamata dicendo che Lei è imputato nel maxi processo “”Rinascita Scott” perché questo è un dato di fatto che non può essere ovviamente smentito come d’altronde non lo ha fatto Lei. Ci saremmo aspettati una replica che avesse rispettato il principio di continenza verbale.

Entrando nel merito della vicenda sappiamo benissimo che il Tribunale del Riesame ha ridimensionato il suo quadro accusatorio ma Lei è a processo perché la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. Allo stato attuale Lei resta a processo con le stesse accuse dalle quali deve difendersi. Le auguriamo di poter chiarire la sua posizione dinnanzi a un Tribunale della Repubblica. Non pretendiamo che nel frattempo rimanga a casa, ma questioni di opportunità consiglierebbero una pausa dalla politica e un’astensione dalla campagna elettorale per non imbarazzare il candidato di turno e i cittadini elettori, quei pochi che ancora credono nella politica. Aggiungiamo e ribadiamo che quello di Amalia Bruni è un autogol e, tra l’altro, non è il primo visto che alla conferenza stampa di presentazione della sua candidatura aveva al fianco anche il deputato del Movimento Cinquestelle Riccardo Tucci per il quale la Procura di Vibo ha chiesto il rinvio a giudizio. Concludiamo sottolineando, ancora una volta, che questo è un giornale libero da condizionamenti e da pressioni, non ci sono ‘pupari’ e non scriviamo sotto dettatura ma crediamo fermamente nella forza delle parole per cambiare questa terra. Esistono giornalisti servi del potere e giornalisti scomodi. Noi amiamo la seconda categoria e denigriamo la prima. Se la dottoressa Bruni è rimasta male per l’articolo in questione non possiamo farci nulla ma per noi la legalità non è una parola vuota e il codice etico va applicato nei fatti. Senza sconti. Vuole cambiare la Calabria? Inizi a farlo sbarazzandosi della ‘zavorra’ che per anni ha affondato questa terra maledetta dal diavolo non certamente per colpa nostra. Per quanto ci riguarda, Le possiamo garantire che qualsiasi altra situazione imbarazzante che provenga da destra o da sinistra verrà da noi segnalata senza alcuna distinzione di colore politico e nell’obiettività che ci contraddistingue”.

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Amalia Bruni debutta a Catanzaro al fianco di un imputato “eccellente” di Rinascita-Scott (VIDEO)

 

 

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