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L’incidenza dei casi cresce ancora, la Calabria passa in zona gialla

Calabria zona gialla

Anche la Calabria, come avevamo anticipato qualche giorno fa (LEGGI)passa in zona gialla, raggiungendo Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano. E’ quanto emerge dalla tabella dei parametri al vaglio della Cabina di Regia per il monitoraggio settimanale di questa mattina. La Calabria ha superato tutti e tre i parametri che portano al cambio di colore e, pertanto, da lunedì 13 dicembre sarà in zona gialla (attesa ad ore l’ufficialità). L’incidenza (a 119, contro un limite di 50), i ricoveri ordinari (16,8% contro un limite del 15%) e le terapie intensive (11,8%, contro un limite del 10%). Con questi dati, la zona gialla è automatica.

Il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, aveva lanciato un avvertimento: “Se la nostra Regione da lunedì, come è probabile, andrà in zona gialla, ci andrà non per i contagi, ma per i pochi posti in terapia intensiva. Io, da neo commissario alla Sanità, in poche settimane ho incrementato il numero dei posti in terapia intensiva di una ventina di unità. Purtroppo veniamo da 12 anni di commissariamento della sanità che non ha prodotto risultati”.

L’incidenza dei casi

L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 176 per 100mila abitanti (3-9 dicembre 2021) contro 155 per 100mila abitanti della scorsa settimana (26/11-2/12). Nel periodo 16 novembre-29 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,18 (range 1,06-1,24), leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente (quando era pari a 1,20) ma al di sopra della soglia epidemica. Lo evidenzia il monitoraggio della Cabina di regia, i cui dati sono comunicati dall’Istituto superiore di sanità.

Ricoveri ordinari in rialzo

Cresce, anche questa settimana, l’occupazione dei reparti ospedalieri – evidenzia il monitoraggio -. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è all’8,5% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 9 dicembre) contro il 7,3% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 2 dicembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 9 dicembre) contro il 9,1% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 2 dicembre).

Venti Regioni e Province autonome risultano classificate a rischio moderato questa settimana. Una regione – il Molise – è classificata a rischio basso. Dodici Regioni e Province autonome riportano un’allerta di resilienza, evidenzia, inoltre, il monitoraggio della Cabina di regia.

Terapie intensive in aumento

Sette Regioni e Province autonome superano, questa settimana, la soglia di allerta per l’occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive, fissata al 10%. Sono la Calabria (all’11,8%), Friuli Venezia Giulia (14,3%), Liguria (12,4%), Marche (14,8%), PA Bolzano (18%), PA Trento (16,7%), Veneto (12,4%). L’Emilia Romagna registra un valore pari al 10%. Superano invece la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti di area medica quattro Regioni e Province autonome: Calabria (al 16,8%), Friuli Venezia Giulia (23,3%), PA Bolzano (19,2%), Valle d’Aosta (24,2%).

In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (37.278 contro 30.966 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in aumento (34% contro il 33% della scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (40% contro il 45%), mentre sale la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (26% contro il 22%).

Tra le altre regioni, quelle che rischiano maggiormente di lasciare a breve la zona bianca, sono Lombardia e Lazio. La Lombardia (170 casi settimanali ogni 100mila abitanti), preoccupa soprattutto sul fronte dei ricoveri nei reparti ordinari, saliti all’13,6%. Ma anche quelli in terapia intensiva sono in lento aumento (siamo all’8,9%). Anche il Lazio a rischio (179 casi settimanali ogni 100mila abitanti) con i ricoveri in area medica all’12,1% e le terapie intensive al 9,6.

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