L’inferno del Covid in un reparto di Rianimazione della Calabria

"Pazienti in condizioni critiche peggioravano e molti non sono riusciti a sopravvivere. Guardiamo il Covid ancora con timore"
ricoveri covid

Racconta il dolore di chi ha vissuto l’inferno del Covid da un letto di ospedale e in corsia a combattere il ‘mostro’ nel reparto di Rianimazione Covid il libro ‘Respiro e memoria’ (Falco Editore), scritto da Barbara Modaffari. Infermiera, originaria di Reggio Calabria, ma che da tanti vive a Cosenza e lavora nel reparto di Rianimazione dell’ospedale, l’autrice ripercorre i giorni segnati dalla paura della morte, ma caratterizzati anche dal grande coraggio, sia dei pazienti sia degli operatori sanitari. “Volevo trascrivere tutto il mio dolore per accantonarlo non per annullarlo perché questo è impossibile”, spiega Modaffari all’AGI. “I miei colleghi e i pazienti che mi hanno rilasciato una testimonianza per il libro hanno avuto la sensazione di essersi fatti un gran pianto liberatorio raccontando tutto: sofferenze, disagi e il vedere le sofferenze. La parola trasformazione, che è il titolo di un capitolo, esprime un po’ tutto il senso, perché significa trasformare il dolore di tanti nell’omaggio a tutti coloro che hanno sconfitto il Covid ma anche a chi non è riuscito a farlo”.

“Quel periodo ha rappresentato la parte più difficile della nostra esistenza”, ricorda l’infermiera, “perché il paziente arriva già da noi in una situazione critica e poi rinascono. Invece, in quel periodo arrivavano pazienti in condizioni critiche che peggioravano e molti non sono riusciti a sopravvivere”.

“Quel periodo ha rappresentato la parte più difficile della nostra esistenza”, ricorda l’infermiera, “perché il paziente arriva già da noi in una situazione critica e poi rinascono. Invece, in quel periodo arrivavano pazienti in condizioni critiche che peggioravano e molti non sono riusciti a sopravvivere”.

“Guardiamo il Covid ancora con timore”

“Oggi abbiamo la consapevolezza di aver vissuto una fase terribile e non pensavamo di avere le energie”, confida Modaffari all’AGI. “Guardiamo il Covid ancora con timore. Ancora oggi c’è la paura di prenderlo. Nel rispetto di chi non c’è più, nonostante abbia lottato tanto e nel rispetto di tutti gli operatori sanitari, e per rispetto dei sacrifici fatti da tutti, preferisco non affrontare l’argomento ‘no vax'”. “A chi è diffidente dico che se la scienza consiglia ai fragili di fare la quarta dose, conviene farla”, sostiene l’infermiera. “Se non fosse stato per il vaccino non staremmo qui a parlarne”. Il volume si apre con ’introduzione di Pino Pasqua, direttore dell’Unità operativa complessa di Terapia intensiva e anestesiologia dell’Annunziata di Cosenza. Il libro sarà presentato per la prima volta domani alle 17.30 nella Sala conferenze di Confindustria Cosenza. Con l’autrice sranno presenti, tra gli altri, l’editore Michele Falco, Pasqua, Antonello Scalzo, dermatologo e medico legale, Fausto Sposato, presidente dell’Ordine professionale infermieri di Cosenza. I lavori saranno moderati dal giornalista Attilio Sabato.

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