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L’intervista video dell’avvocato Valente al giudice europeo Bianku sul caso Ilva

di Danilo Colacino – Il mostro Ilva e il suo terribile impatto sulla salute pubblica degli abitanti di Taranto, città in cui è ubicato lo stesso stabilimento. Un tema scottante in Puglia e in Italia, peraltro oggetto di tantissimi dibattiti, riguardante l’ormai famigerata acciaieria che ha sì dato tanto ‘pane e lavoro’ ai tarantini, ma di contro tramutatasi soprattutto in una fonte d’inquinamento causa di un incremento esponenziale di tumori purtroppo capaci di mietere nel corso degli anni centinaia di vittime fra cui molti giovani e bambini.

Uno stato di cose che ha nel tempo gravido di molte conseguenze anche sotto l’aspetto giudiziario con l’avvio della vicenda scaturita dalla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (di Lussemburgo) del 30 marzo 2011. Una condanna inflitta all’Italia per infrazione della legge comunitaria, apripista – per così dire – di una serie di inchieste, processi penali e amministrativi, e reazioni a catena tanto da indurre il Governo nazionale, a fine 2012, ad emanare significativi provvedimenti normativi tra cui i Decreti legislativi cosiddetti “Salva Ilva”.

Comunque sia, fra i giudici della Cedu – che come premesso si pronunciò sul caso ex Ilva – anche Ledi Bianku, intervistato in occasione di un suo recente viaggio di lavoro a Strasburgo, dalla giovane avvocato Stefania Valente (già assessore all’Ambiente e alle Politiche sanitarie del Comune di Catanzaro). Un’interessante ‘chiacchierata’ che calabria7.it vi propone in forma integrale.

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