Liste d’attesa sanità, ecco la bozza del decreto: esami e visite mediche anche sabato e domenica

Tutte le novità nei sette articoli al vaglio del Consiglio dei ministri. I medici già sul piede di guerra: "Le risorse in più devono andare al personale"
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La bozza del dl che approderà oggi in Cdm per l’abbattimento delle liste d’attesa si compone di 7 articoli. Il documento all’articolo 1 “istituisce presso Agenas la Piattaforma nazionale per le liste d’attesa” mentre all’articolo 2 istituisce l’Ispettorato generale di controllo sull’assistenza sanitaria. Viene inoltre introdotto, con l’articolo 3, “l’obbligo di un Cup unico regionale o infraregionale con tutte le prestazioni disponibili del pubblico e del privato convenzionato”. Viene inoltre potenziata l’offerta assistenziale con l’articolo 4 che prevede “visite ed esami diagnostici anche il sabato e la domenica, prolungando la fascia oraria”.

“Si incrementa la spesa per il personale di un importo complessivo pari al 15% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’anno precedente”, prevede invece l’articolo 5. Nell’articolo successivo “aumenta per gli anni 2025 e 2026 la quota del fondo sanitario nazionale che le Regioni possono usare per l’acquisto di prestazioni da privato convenzionato rispetto a quanto già previsto dalla legge di bilancio 2024. Inoltre, le risorse già stanziate per il 2024 sono prioritariamente destinate alle prestazioni di ricovero e ambulatoriali, erogate dalle strutture sanitarie private accreditate dotate di pronto soccorso ed afferenti alle reti cliniche tempo-dipendenti, conseguenti all’accesso in pronto soccorso, con codice di priorità rosso o arancio”. Con l’articolo 7 “si istituisce una infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale” e la progettazione spetta ad Agenas.

“Si incrementa la spesa per il personale di un importo complessivo pari al 15% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’anno precedente”, prevede invece l’articolo 5. Nell’articolo successivo “aumenta per gli anni 2025 e 2026 la quota del fondo sanitario nazionale che le Regioni possono usare per l’acquisto di prestazioni da privato convenzionato rispetto a quanto già previsto dalla legge di bilancio 2024. Inoltre, le risorse già stanziate per il 2024 sono prioritariamente destinate alle prestazioni di ricovero e ambulatoriali, erogate dalle strutture sanitarie private accreditate dotate di pronto soccorso ed afferenti alle reti cliniche tempo-dipendenti, conseguenti all’accesso in pronto soccorso, con codice di priorità rosso o arancio”. Con l’articolo 7 “si istituisce una infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale” e la progettazione spetta ad Agenas.

Protestano i medici: “Se il decreto sulle liste d’attesa diventerà un disegno di legge sarà uno schiaffo alla coerenza e a questo punto il vero premier è il ministro Giorgetti. Il messaggio che arriva è che non c’è urgenza nel risolvere i problemi della sanità pubblica”, ha dichiarato Pierino Di Silverio, leader dell’Anaao Assomed che è il principale sindacato dei medici ospedalieri. E ancora: “Se hai solo un tesoretto di 500 milioni di euro e lo destini al privato accreditato – dice Di Silverio – vuol dire che non si è capito molto dei problemi del Servizio sanitario nazionale. Le risorse in più devono andare al personale”.

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