Lo stupro di una ragazza di 16 anni scoperto grazie al tema di italiano su Giulia Cecchettin

Dopo due anni di fidanzamento, i due ragazzi si sono lasciati, ma lui ha continuato a perseguitare la sedicenne
Violenza sessuale

È stato grazie a un compito in classe, un tema di Italiano su Giulia Cecchettin, che è stato scoperto uno stupro ai danni di una studentessa di 16 anni. La ragazza, che frequenta un istituto professionale in provincia di Latina, ha raccontato del suo ex fidanzato, che continua a tormentarla con continui messaggi, seguendo i suoi movimenti e che l’aveva costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà.

La notizia è riportata sul Messaggero: dopo due anni di fidanzamento, i due ragazzi si sono lasciati, ma lui ha continuato a perseguitare la sedicenne. E proprio grazie al tema di Italiano, lei ha trovato il coraggio di raccontare tutto. È stata la sua professoressa a capire e a chiedere l’aiuto di una psicologa e, in seguito, dei carabinieri.

La notizia è riportata sul Messaggero: dopo due anni di fidanzamento, i due ragazzi si sono lasciati, ma lui ha continuato a perseguitare la sedicenne. E proprio grazie al tema di Italiano, lei ha trovato il coraggio di raccontare tutto. È stata la sua professoressa a capire e a chiedere l’aiuto di una psicologa e, in seguito, dei carabinieri.

Violenza sessuale “immortalata in un video con un telefonino”

Stando a quanto riporta il Messaggero, il ragazzo frequenta la stessa scuola, ma in una classe diversa. I militari hanno cominciato le indagini proprio partendo dal tema scritto in classe dalla sedicenne. Quest’ultima aveva scritto come l’amore sia “cosa ben diversa dall’essere pedinata, minacciata e costretta a subire atti sessuali contro la propria volontà immortalati in un video con un telefonino”. In pratica una richiesta d’aiuto, che la docente ha capito e ha raccolto, prima coinvolgendo la preside, poi la psicologa e infine i carabinieri.

Adesso il ragazzo è accusato di violenza sessuale e atti persecutori e ieri è comparso davanti al gip, a cui ha raccontato la sua versione dei fatti. Si è giustificato dicendo che la sua era “una semplice gelosia”. Secondo i pm della Procura dei minori, l’atteggiamento e il comportamento del giovane sono stati “offensivi, denigratori e minacciosi”. Questo avrebbe provocato alla ragazza “un perdurante e grave stato di paura al di fuori del contesto scolastico al punto da far alterare alla vittima le proprie abitudini di vita e a farle perdere tutte le amicizie”.

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