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Lotta all’ictus, l’ospedale “Pugliese” di Catanzaro sempre più all’avanguardia

Coronavirus in Calabria,

A Catanzaro, nella divisione di neurologia dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese Ciaccio” diretta dal dottore Domenico Bosco, è attiva dal 2017 la Stroke Unit di I° livello, responsabile il dottore Giovanni Frontera, e dal mese di novembre è stata attivata una Stroke Unit di II° livello previa riorganizzazione del “Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale PDTA” per l’ictus cerebrale ischemico (trombolisi endovenosa/meccanica) che prevede il coinvolgimento di un gruppo multidisciplinare partendo da linee guida di riferimento e ridisegnando la gestione del paziente con ictus cerebrale ischemico dal domicilio, con l’ausilio dei sanitari e parasanitari del 118, all’arrivo in Stroke Unit, dopo essere stato sottoposto a quanto previsto dal PDTA per le diverse competenze, presso il Pronto Soccorso e la Radiologia del nosocomio in cui sono coinvolti i sanitari tutti fino alla sua dimissione dall’ospedale. Lo scorso novembre è stato, infatti, eseguito il primo trattamento endovascolare, a cui hanno fatto seguito ulteriori trattamenti. Tale condizione si è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Unità Operativa di neuroradiologia dell’ospedale l’Annunziata di Cosenza con cui con cui nel marzo 2021 è stato firmato un contratto d’intesa.

Sinergia vincente

Il personale coinvolto in questo percorso è costituito oltre che da neurologi anche dai medici e parasanitari del 118, del Pronto Soccorso, della radiologia, della neurochirurgia, della rianimazione/anestesia, della fisiatria (fisiatri, fisioterapisti, logopedisti), dietologi, cardiologi, diabetologi e psicologi. Non viene fatta distinzione tra competenze mediche, infermieristiche e di altre figure professionali, perché durante l’intero percorso del paziente, dal momento della presa in carico dal domicilio all’arrivo in ospedale, tutti i componenti dell’équipe devono essere a conoscenza delle procedure assistenziali efficaci. Questo si basa sulla convinzione che le cose da fare debbano essere conosciute e condivise da tutti, in funzione del proprio livello di responsabilità e di competenza, allo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza, mediante l’adozione delle modalità operative più appropriate nel proprio contesto rendendole esplicite.
Contestualmente è stato avviato da questo mese di dicembre da parte del personale dell’UOC/Stroke Unit di Catanzaro un training di approfondimento teorico-pratico, periodico, rivolto ai sanitari (medici e infermieri) del 118.  Seguiranno ulteriori iniziative di sensibilizzazione/prevenzione su tutto il territorio della provincia di Catanzaro

L’ictus in Italia

L’ictus (stroke) è un problema sociale con alta incidenza, alta mortalità, disabilità e alti costi. In Italia si verificano circa 240.000 nuovi ictus ogni anno. Non bisogna perdere tempo in caso di sospetto ictus, i segnali possono essere: bocca storta, perdita di forza o di sensibilità ad un braccio o ad una gamba, vista annebbiata, cefalea intensa mai provata, difficoltà a parlare o a capire cosa dicono gli altri, vertigini.
Per garantire il trattamento più adeguato con l’ambulanza del 118 bisogna raggiungere, nel più breve tempo possibile, un ospedale dotato di  Stroke Unit (centro specializzato dove personale esperto è in grado di garantire le cure più appropriate); organizzate secondo due livelli di complessità: Stroke Unit di 1° livello (dove viene effettuata la trombolisi endovenosa, attraverso la somministrazione di un farmaco – Actilyse secondo parametri specifici in grado di sciogliere il coagulo che impedisce al sangue di raggiungere il cervello e che va effettuata nelle prime 4,5 ore dalla comparsa dei sintomi) e Stroke Unit di II° livello (dove viene effettuata la trombectomia –  rimozione del trombo occludente la via arteriosa implicata attraverso appositi strumenti – device – inseriti nell’arteria occlusa).

© Riproduzione riservata.

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