Ludopatia nel Catanzarese: perde 700 euro e spacca slot con sgabello

Lamezia Terme, Pianopoli, Gizzeria, Falerna, Nocera Terinese. Questi i Comuni ove i Carabinieri di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, hanno effettuato controlli a tappeto nell’ambito delle iniziative volte alla prevenzione ed al contrasto della ludopatia.

In particolare il servizio si inserisce nel solco tracciato dalla Regione Calabria con la Legge Regionale nr.9 del 26 aprile 2018 riguardante gli “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”. Una normativa che cerca di dare un segnale in un territorio ove, anche nelle piaghe di un dramma come quello della ludopatia, si inseriscono prepotentemente gli interessi della criminalità.

In particolare il servizio si inserisce nel solco tracciato dalla Regione Calabria con la Legge Regionale nr.9 del 26 aprile 2018 riguardante gli “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”. Una normativa che cerca di dare un segnale in un territorio ove, anche nelle piaghe di un dramma come quello della ludopatia, si inseriscono prepotentemente gli interessi della criminalità.

Ed infatti, una parte della citata legge è dedicata proprio alla prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico. Nello specifico la legge si pone, tra gli altri, l’obiettivo di prevenire e contrastare il rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico promuovendo la cultura dell’utilizzo responsabile del denaro anche per evitare situazioni di indebitamento e di connessa maggiore esposizione al rischio di usura.

I controlli dei Carabinieri si sono focalizzati sul rispetto del divieto, sancito dalla norma, di collocare apparecchi per il gioco in locali che si trovino ad una distanza, misurata in base al percorso pedonale più breve, inferiore a trecento metri per i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e inferiore a cinquecento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri di formazione per giovani e adulti, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, ludoteche per bambini, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, stazioni ferroviarie.

Vengono fatte salve, al momento, le rivendite di generi di monopolio purché, tuttavia, le slot machine siano collocate in posizione sottoposta a controllo visivo del titolare. Sono state così riscontrate violazioni in diversi esercizi commerciali, nei confronti dei quali le sanzioni, per un ammontare complessivo di 34.000 euro essendo previsto, infatti, il pagamento da 2.000 a 6.000 euro per ciascuna slot machine nonché l’apposizione di sigilli alle stesse.

Nel corso del servizio, infine, i militari si sono imbattuti in un drammatico episodio, diretta conseguenza di ciò a cui può essere spinto chi viene stretto nella morsa della disperazione del gioco patologico.

D.A. classe ‘87, padre di famiglia, aveva appena perso circa 700 euro in una delle ipnotiche slot machine. Quando si è reso conto di aver sperperato i suoi risparmi, preso dall’ira e forse dal rimorso, ha iniziato a colpire violentemente l’apparecchio con lo sgabello su cui era seduto sperando di danneggiarlo e recuperare il “maltolto”.

I Carabinieri, però, lo hanno sorpreso ancora lì mentre si accaniva contro la macchinetta che fino a poco prima gli aveva regalato qualche momento “tristemente divertente”.

Redazione Calabria 7

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