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Lui non vuole vaccinare il bimbo, la mamma sì: il caso al vaglio del Tribunale di Catanzaro

quarta dose

di Gabriella Passariello- Lui non vuole vaccinarlo, lei sì. Al centro del “pomo della discordia” il figlio, un bimbo di 10 anni, in condizioni precarie di salute, nato da una coppia catanzarese separata o meglio da una relazione sentimentale di breve durata. La mamma, vista l’epidemia da Covid 19 in corso, intende adottare tutte le misure precauzionali utili per tutelare la salute del proprio bambino, posto che il minore frequenta quotidianamente gli ambienti scolastici, ad oggi aperti e funzionanti ed è esposto quindi ad un alto rischio contagio del virus, che potrebbe aggravare, se contratto, il già cagionevole stato di salute del bimbo.

Pronta a tutto pur di vaccinare il bimbo

Ma per sottoporlo a vaccino è necessario il consenso del padre, che si è fermamente opposto alla decisione dell’ex compagna e il caso finisce in Tribunale. Nel ricorso redatto dall’avvocato difensore della donna, Francesco Mancuso si menziona l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che il 24 novembre dell’anno scorso ha approvato l’indicazione del vaccino Comirnaty anti-Covid 19 anche per bambini tra i 5 e gli 11 anni, raccomandazione confermata anche dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco. E anche se non esiste un obbligo vaccinale, come ha affermato il Comitato nazionale di Bioetica “la vaccinazione anti-covid 19 sugli adolescenti può salvaguardare la loro salute e contribuire a contenere l’espansione le virus nell’ottica della salute pubblica in particolare in vista del rientro a scuola”. E per ottenere la vaccinazione, nel ricorso si fa leva anche su precedenti giurisprudenziali: il Tribunale di Monza con decreto del 22 luglio 2021 ha autorizzato la somministrazione del vaccino ad un minore di 15 anni, attribuendo alla madre la facoltà di accompagnare il figlio in un centro vaccinale, sottoscrivendo il relativo consenso anche in assenza del sì dell’altro genitore.

Vani i tentativi di raggiungere un accordo

G. P., 46enne, vuole proteggere il figlio anche facendo ricorso al trattamento sanitario previsto contro il Coronavirus ed è disposta ad andare avanti nonostante l’atteggiamento ostile dell’ex compagno. A nulla sono valsi, in base a quanto si legge nel ricorso, i vari tentativi di dialogo avviati sull’argomento da parte dell’ex compagna, la quale ha sempre riscontrato “un atteggiamento ostativo da parte del papà del bimbo che si è più volte rifiutato di prestare il proprio consenso alla vaccinazione in favore del figlio minore”. Adesso spetterà al Tribunale dei minori di Catanzaro stabilire se la madre potrà essere autorizzata a somministrare il vaccino in favore del figlio, attribuendole la facoltà di accompagnare il figlio in un centro vaccinale preposto e sottoscrivere il relativo consenso informato anche senza il parere favorevole dell’altro genitore.

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