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M5S, Granato: “Noi pensiamo agli ultimi, gli altri fanno propaganda”

di Danilo Colacino –

Iniziativa del Movimento Cinque Stelle, quella dell’odierna serata al Museo Militare della Provincia, promossa dalla senatrice Bianca Laura Granato su Reddito e Pensione di cittadinanza e Quota 100. Gremita la sala del Musmi, come premesso sede dell’evento, affollata di parlamentari pentastellati. A cominciare dal tavolo dei relatori con Paolo Parentela e Dalila Nesci, affiancati per l’occasione dal professore di Diritto Pubblico dell’Unical Walter Nocito e dal direttore dell’Inps regionale Diego De Felice. Fra i presenti – rappresentanti nelle pubbliche assise dell’M5S – anche il deputato Giuseppe D’Ippolito e la collega Elisabetta Maria Barbuto oltreché il consigliere comunale di Crotone Ilario Sorgiovanni, ex candidato alla carica di sindaco della città pitagorica. A spiegare il “senso” della tavola rotonda, coordinata dal giornalista Emiliano Morrone, Granato: “Il nostro Movimento con tali provvedimenti legislativi vuole dimostrare una grande attenzione nei confronti degli ultimi, delle fasce deboli del Paese e della regione. Gente che non ha alcun potere o ascendente e proprio per questo meritevole di un fattivo sostegno da parte di una forza popolare e lontana da certi circoli come i Cinque Stelle. In molti negli anni ci hanno provato, o meglio si sono riempiti la bocca con la promessa di attuare qualcosa di analogo, salvo puntualmente far diventare l’attesa riforma lettera morta. Sarà il motivo per cui adesso – ha aggiunto la componente dell’assemblea di Palazzo Madama – i medesimi esponenti politici o i loro fiancheggiatori parlano strumentalmente di assistenzialismo governativo a fini elettorali senza dire che tale misura stimola invece le aziende ad assumere, creando una sorta di virtuoso sistema integrato, e scoraggia a rifiutare le offerte di lavoro, poiché su tre opportunità date prima di incorrere nella decadenza dal diritto ogni volta le condizioni occupazionali diventano meno favorevoli. In altri termini, non si incoraggia certo la gente a oziare”.

I numeri snocciolati dal direttore De Felice. Tutti o comunque in molti conoscono cifre come 780 euro al mese concessi con il Reddito o la Pensione di cittadinanza a chi è da solo e non possiede la casa di proprietà, che possono aumentare fino a 1.280 per una famiglia di 4 persone. Ma a mettere un po’ d’ordine sui meccanismi per ottenere l’ormai famosa card ci ha pensato De Felice: “Noi siamo una p.a. per così dire chiamata in causa dopo la raccolta delle domande, da non presentare a noi, che vanno quindi inoltrate a Poste Italiane o ai Caf, a cui compente la trasmissione al nostro Istituto. L’importante è non rendere dichiarazioni mendaci, perché si incorre in un reato penale. Riguardo ai numeri, va detto che sulla Quota 100, già come ovvio all’interno del mondo Inps, in Calabria sono dalle 8 alle 10mila le persone interessate. Noi abbiamo estratto le istanze per poterle lavorare in anticipo tra lavori dipendenti, autonomi e subordinati, con ad oggi circa 32mila domande in Italia di cui 1.300 in Calabria. Vedremo poi il resto, perché è un carico non indifferente. Meno male che gli uffici regionali dell’Inps avranno presto un turn over di 50-100 unità. Raccoglieremo, pertanto, la grande sfida del Reddito di cittadinanza, che ricordiamolo allo stato è un Decreto da convertire in Legge e dunque ancora soggetto a piccole modifiche. Dal prossimo sei marzo – ha chiosato – cominceremo a confrontarci con quanto ci perverrà. Al momento il parametro su cui ci basiamo è quello del Reddito di inclusione con nel 2018 circa 30mila domande arrivateci. Sempre in questa regione, le prime stime fanno riferimento a una platea del triplo di richieste. Parlo quindi di 90mila famiglie. Ma, ribadisco, ci tengo a precisare che ancora siamo lontani da avere un quadro definitivo. È chiaro, però, che non ci sottraiamo al confronto, se compulsati in tal senso”.

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