Maestrale-Carthago, Filippo Niglia passa dal carcere ai domiciliari: accusato di legami con gli Accorinti

La decisione del Tribunale del Riesame di Catanzaro per il 63enne di Briatico che secondo gli inquirenti, avrebbe agito negli interessi della cosca nel settore della navigazione
'Ndrangheta in Trentino

L’imputato Filippo Niglia, 53 anni, coinvolto nell’operazione Maestrale Carthago per i suoi presunti legami con la cosca Accorinti e arrestato lo scorso maggio, passerà dalla detenzione in carcere agli arresti domiciliari. La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Bagnato. Niglia, originario di Briatico, è accusato di partecipazione all’associazione mafiosa, tentata estorsione e illecita concorrenza con l’uso del metodo mafioso al fine di favorire la sua affiliazione al sodalizio.

Legami con gli Accorinti

Legami con gli Accorinti

Secondo gli investigatori, Filippo Niglia avrebbe avuto legami con Antonio e Antonino Accorinti, gestendo con loro gli interessi della cosca nel settore della navigazione. Si sospetta che abbia imposto in modo monopolistico il rifornimento di frutta e verdura nelle strutture turistiche della Costa degli Dei. Successivamente, Niglia avrebbe stretto legami con i Bonavita e la cosca Accorinti di Zungri, continuando a giocare un ruolo all’interno del sodalizio. Partecipava alla spartizione mafiosa dello sfruttamento delle spiagge e condizionava il settore della coltivazione e commercializzazione della cipolla rossa di Tropea, anche attraverso condotte estorsive specifiche.

Nel dicembre scorso, la Corte di Cassazione, accogliendo le obiezioni di legittimità sollevate dalla difesa, annullò con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di giugno che aveva deciso di mantenere Niglia in carcere. Di conseguenza, il Tribunale del Riesame di Catanzaro, nell’udienza del 1 febbraio, ha annullato l’ordinanza relativa alla tentata estorsione e all’illecita concorrenza aggravate dalla mafiosità, riqualificando il ruolo partecipativo di Niglia come concorso esterno, concedendogli così la misura degli arresti domiciliari.

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