Maestrale-Carthago, il Riesame di Catanzaro rimette in libertà il fratello del presunto boss di Briatico

In passato aveva ricoperto l’incarico di consigliere comunale, di assessore e di vicesindaco del Comune di Briatico
pasquale la rosa

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, in accoglimento del ricorso proposto dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha annullato l’ordinanza con la quale era stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Vincenzo Francesco Accorinti.
L’imputato, 63 anni di Briatico, era stato tratto in arresto nel maggio scorso per il reato di partecipazione all’associazione mafiosa e per il concorso in un’ipotesi estorsiva ai danni del gestore del villaggio turistico “Green Garden Club”, avvalendosi del metodo mafioso e al fine di agevolare gli interessi del sodalizio di appartenenza.

Le accuse e il passato in ruoli di spicco al Comune di Briatico

Secondo gli inquirenti, Accorinti, quale associato di rilievo, avrebbe contribuito a delineare la strategia della cosca volta all’infiltrazione della locale pubblica amministrazione, anche intrattenendo rapporti diretti con uomini politici locali e condividendo con il fratello Antonino le scelte elettorali.
Avrebbe, inoltre, svolto il ruolo di cassiere e custode di parte dei proventi delle attività illecite dell’omonima famiglia, ricevendo da esponenti di altre cosche la quota delle estorsioni spettante alla supposta ‘ndrina Accorinti e da destinare al sostentamento degli altri associati detenuti, occupandosi anche di aiutare economicamente il fratello in carcere.
In passato Vincenzo Francesco Accorinti aveva ricoperto l’incarico di consigliere comunale, di assessore e di vicesindaco del Comune di Briatico.
Già nel dicembre scorso era intervenuta la Corte di Cassazione che, accogliendo i rilievi di legittimità sollevati dalla difesa, annullava con rinvio l’ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame aveva deciso a giugno di mantenere in carcere l’imputato, ordinando che venisse disposto un nuovo giudizio.
A seguito dello studio e dell’ascolto delle intercettazioni di interesse, in sede di giudizio di rinvio, la difesa produceva una memoria corredata da apposita consulenza trascrittiva e fonica al fine di dimostrare l’estraneità di Accorinti dalla vicenda estorsiva e, dunque, da ogni contesto mafioso.
All’esito dell’udienza di martedì 13 febbraio, il Tribunale del Riesame di Catanzaro, dopo aver annullato l’ordinanza coercitiva, ha disposto l’immediata scarcerazione dell’imputato.

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