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Magna Graecia Film Festival, le emozioni della serata conclusiva: tutti i premi (VIDEO)

Gran finale per il Magna Graecia Film Festival, che si conclude questa sera con la cerimonia di premiazione dopo una lunga nove giorni di proiezioni, talk, momenti artistici e musicali che hanno incantato il pubblico di Catanzaro. Sul palco dell’arena portuale, a precedere la lunga carrellata di premi, si è tenuta l’attesa masterclass di John Landis. Il regista di “The Blues Brothers” (proiettato a conclusione della serata), che ieri ha ricevuto la Colonna d’Oro alla carriera consegnata dal celebre attore italiano Lillo Petrolo, ha intrattenuto per oltre mezz’ora il pubblico catanzarese con aneddoti sul cinema e sulla sua carriera.

“Sostengo il Mgff”

Grande spazio della chiacchierata dedicato a ‘The Blues Brothers’: “È un film che mi è caro. Nel ’79, quando venne girato, la musica predominante era la disco – ha ricordato -. Noi però volevamo portare la musica africana all’attenzione. Quando abbiamo cominciato a girare, i protagonisti del film avevano cappelli e occhiali scuri. Mia moglie Debora, che lavorava sul set come costumista, diceva che dovevamo migliorare l’abbigliamento. Ricordo che sguinzagliammo persone in tutta l’America per cercare quei famosi occhiali Ray-Ban. Alla fine ne trovammo non più di trenta, un numero comunque necessario per coprire attori e controfigure. Ma Belushi – scherza Landis – era un buco nero: ogni volta che vedeva una bella ragazza, glieli regalava. La moda dei Ray-Ban esplose definitivamente quando il giovane Paul Brickman, in visita sul set, si innamorò di questi occhiali e decise di utilizzarli per il suo film Risky Business”.

Poi, sul Mgff: “Sono sempre stato un grande sostenitore dei festival. Apprezzo tutto ciò che fa vedere i film nel modo in cui dovrebbero essere visti: con un buon sonoro, in spazi aperti e con tanta gente. Questo festival porta in Calabria film che altrimenti non potrebbero arrivare in questa regione. Lo appoggio pienamente”.

Tutti i premi

Tra le opere prime e seconde di lungometraggi italiani  giudicate da una giuria composta da Pietro Marcello (Presidente di giuria), Michele Alhaique, Giuseppe Zeno, Maria Sole Tognazzi e Barbara Chichiarelli sono stati consegnati i seguenti premi:

Miglior film: Una Femmina diretto da Francesco Costabile, con la seguente motivazione: “Una storia di cronaca trasportata sullo schermo attraverso le potenzialità immaginifiche del cinema. ‘Una femmina’ è un eccellente opera prima”.

Miglior regia: Gabriele Mainetti per Freaks Out, con la seguente motivazione: “Autore, produttore, regista visionario. Gabriele Mainetti si conferma un talento unico nel solcare territori inesplorati. Una voce indipendente e ormai necessaria per il nostro Cinema”.

Miglior attrice: Lina Siciliano per Una femmina, con la seguente motivazione: “Il suo temperamento, il suo sguardo e il coraggio con il quale è riuscita a mettersi a nudo per la prima volta davanti alla macchina da presa fanno di Lina Siciliano una futura certezza del cinema a venire”.

Miglior attore: Lillo per Gli idoli delle donne, con la seguente motivazione: “Per la sua straordinaria capacità di mettersi a servizio del racconto con grazia ed ironia, per la libertà con la quale affronta temi, mondi e personaggi del nostro tempo che, come in questo film, prendono vita grazie alla sua unicità”.

Miglior sceneggiatura: Nicola Guaglianone e Gabriele Mainetti per Freaks Out con la seguente motivazione: “Un osservatore attento e scrupoloso del reale, capace di sintetizzare e trasporre la nostra Storia in un racconto libero e non lineare. Nicola Guaglianone ci accompagna in un viaggio che, partendo dal passato, ci immerge nel nostro presente e ci proietta in un futuro che si reinventa ogni volta al servizio di un pubblico ideale”.

Le opere prime e seconde di lungometraggi internazionali, giudicate da una giuria composta dal regista John Landis (Presidente di giuria), dallo stilista Domenico Vacca e da Nadia Tereszkiewic, protagonista del prossimo film di François Ozon. La giuria ha premiato:

Miglior film: Princess of the row, di Van Maximilian Carlson

La Giuria ha anche riconosciuto una Menzione speciale all’attrice Seidi Haarla, protagonista di Scompartimento N.6 di Juho Kuosmanen

La soddisfazione di Casadonte e Di Domenico

“E’ stata un’altra edizione molto intensa con degli ospiti incredibili – dice la presentatrice Carolina Di Domenico a margine dell’evento -, questo festival si conferma al diciannovesimo anno come uno tra i più importanti in ambito cinematografico. Sia nella sezione documentari che in quella delle opere prime e seconde italiane e internazionali secondo me è stata portata davvero un’altissima qualità”.

Entusiasta anche Gianvito Casadonte, direttore e ideatore della rassegna: “E’ un festival importante non solo per la Calabria, ma anche per il cinema italiano. Abbiamo tantissimi film per le prime italiane e internazionali, documentari, eventi speciali, grandi nomi oltre a Richard Gere che ci hanno dato grande visibilità: John Landis, Jeremy Piven, Stefania Sandrelli, Marco Tullio Giordana e tanti altri. Questo festival rappresenta una vetrina e un grande indotto economico per il territorio, siamo soddisfatti di poter contribuire al benessere della collettività”.

“Il Magna Graecia – ha detto Casadonte – crescerà ancora tanto perché tutti coloro che lavorano a questo Festival mettono un grande amore in quello che fanno. Realizzare un’operazione del genere rendendola gratuita per 9 giorni, con masterclass di livello altissimo, fa capire che soltanto con la lungimiranza si ha la possibilità di rendere tutto ancora più bello. Cerchiamo di promuovere tutto ciò che c’è di buono in questa terra e raccontiamo un’altra Calabria: per 9 giorni finalmente sui media nazionali si è parlato di cose belle per la nostra regione”. Parole di stima anche per Antongiulio Grande, presidente della Calabria Film Commission: “Mi ha piacevolmente sorpreso, è una persona umile che si è messa a disposizione del Festival e lo ringrazio per questo. Ho avuto modo di apprezzare le sue qualità umane e professionali”. In conclusione, Casadonte spiega che “il cinema è la vera svolta di questa regione. La Calabria è una terra con delle location mozzafiato, ma bisogna formare anche i nuovi cineasti. Quando arriva una produzione da Roma, Milano o Los Angeles bisognerà offrire non solo le location, ma anche grandi professionalità. Io – ha concluso – sono convinto che si potrà far bene: sono fiducioso che la Calabria nei prossimi anni splenderà e sarà ancora più straordinaria”.

 

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