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Mala Sanitas, condannati medici Reggio Calabria

Arrivano le condanne nel processo “Mala Sanitas”, con il Tribunale di Reggio Calabria che ha sancito la validità delle accuse contro ginecologianestesisti e ostetriche dell’ospedale Bianchi-Melacrino-Morelli.

I fatti si riferiscono al 2010. Condannati il primario Pasquale Vadalà, 4 anni e 9 mesi, i ginecologi Alessandro Tripodi (4 anni e 8 mesi di carcere), Daniela Manunzio (6 anni e 2 mesi), Antonella Musella (4 anni), Filippo Saccà (4 anni e 6 anni) e Massimo Sorace (4 anni), la neonatologa Maria Concetta Maio (4 anni di carcere), l’ostetrica Giuseppina Strati (3 anni) e l’anestesista Luigi Grasso (2 anni e 3 mesi anni).

Assolti il primario di Anestesia Annibale Maria Musitano, l’ostetrica Mariangela Tomo e l’infermiera Antonia Stilo. I giudici, infine, hanno stabilito il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dei ginecologi Roberto Pennisi e Marcello Tripodi, così come richiesto dalla stessa Procura.

L’inchiesta nasce nell’aprile del 2016,  dopo una serie di denunce per la morte di due neonati, per casi di lesioni procurate a bimbi, per maltrattamenti alle partorienti nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Reggio Calabria. Fatta luce su una serie di documenti falsi per coprire errori medici.

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