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Malati reumatologici a rischio Covid, lo studio coinvolge la Calabria (VIDEO)

di Giovanni Bevacqua – L’infezione da Covid-19 rappresenta una seria sfida per i pazienti immunocompromessi con malattie sistemiche autoimmuni infiammatorie. È quanto emerge da uno studio pubblicato online sulla rivista Clinical Rheumatology. Coinvolti 1641 pazienti di tre regioni italiane con diversa prevalenza del virus: l’Emilia Romagna per l’alta casistica, la Toscana per la media casistica e la Calabria per la bassa casistica. Nella sala consiliare della Provincia di Catanzaro, è stato presentato il report dello studio condotto sotto la direzione di Clodoveo Ferri. L’evento è stato promosso da Acalmar, l’Associazione Calabria Malati Reumatici.

Le parole di Clodoveo Ferri

“Abbiamo portato avanti questo studio – ha detto Clodoveo Ferri – per valutare l’impatto del Covid-19 su malati reumatici con malattie reumatiche autoimmuni sistemiche. Si parla naturalmente di persone che sono particolarmente fragili. Abbiamo scoperto le malattie reumatiche possono essere annoverate insieme al diabete, all’ipertensione arteriosa, alle cardiopatie, alle patologie oncologiche, come quelle capaci di dare il maggior rischio di infezione nei confronti del coronavirus”. “Abbiamo trovato un’aumentata prevalenza del Covid-19 – ha spiegato ancora – nei malati reumatici su tutte le tre regioni oggetto dello studio, con espressione a livello clinico di forme virali di Covid lieve o moderato. Per fortuna la polmonite grave non si è mai registrata in questi malati”.

“Il dato va preso seriamente in considerazione – ha concluso Ferri – perché bisognerà nei prossimi mesi, in caso di riacutizzazione della pandemia, organizzare delle linee guida sia per salvaguardare i pazienti con malattie reumatoriche sia per individuare i parametri utili per poter intervenire in tempo utile nella diagnosi e nella terapia di queste complicanze infettive”.

I risultati dello studio

Il riscontro di una maggiore prevalenza di Covid-19 nei pazienti con malattie sistemiche autoimmuni è particolarmente importante a livello scientifico. Suggerisce, infatti, la necessità di sviluppare valide strategie di prevenzione e gestione dell’infezione da coronavirus, e stimola indagini approfondite per verificare le possibili interazioni tra infezione da Covid-19 e sistema immunitario compromesso.

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