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Estate Covid free ma senza personale, imprenditore di Catanzaro: “Rischiamo di chiudere” (VIDEO)

Lido Jonio

di Mirko Monterosso – È tra le questioni più discusse da qualche mese a questa parte. La mancanza di personale tra ristoranti, stabilimenti balneari e affini, sta mettendo a dura prova migliaia di titolari di attività commerciali in tutto il Paese. “Noi ristoratori abbiamo prima dovuto superare la pandemia, ora ci scontriamo con una tragedia ancora più grande” ha dichiarato Nello Grampone, imprenditore molto conosciuto a Catanzaro e titolare dello stabilimento balneare Lido Jonio a Giovino – nella zona marinara del capoluogo – intervistato dalla giornalista Anna Prete durante la nota trasmissione Mattino Cinque. “Prima – racconta ai microfoni di Canale5 – nei colloqui si chiedeva alla figura professionale che si proponeva di elencare le sue qualità; oggi, invece, la prima domanda da fare a chi cerca lavoro è se abbia o meno il reddito di cittadinanza. Vogliono lavorare in nero per non perdere il sussidio economico”.  

“Chiediamo aiuto a tutti”

Nello è sfiduciato e palesa le sue preoccupazioni. “Chiediamo aiuto a tutti, rischiamo di chiudere. Siamo costretti a prendere le prenotazioni al 50% rispetto agli anni scorsi per non fare brutta figura, non abbiamo la mano d’opera sufficiente a soddisfare la richiesta dei clienti. La nuova figura di lavoratore ormai è lo studente universitario, non più un dipendente qualificato adatto a svolgere la professione richiesta”. L’imprenditore si scaglia contro il reddito di cittadinanza. “Che insegnamento può dare tale misura, qual è il messaggio che passa? Quello di stare seduti sul divano?

“Un chiaro allarme sociale”

In merito agli stipendi, incalzato dal conduttore di Canale5, Nello risponde di pagare i suoi dipendenti con “busta paga, contratto nazionale più mille euro al mese e contributi per sei ore al giorno, dalle ore 18 a mezzanotte, riconoscendo – aggiunge il titolare dello stabilimento – anche eventuali extra-time ed essendo molto elastici. Questo è un chiaro allarme sociale. Il Governo centrale non ha capito che la ristorazione fa girare molti altri settori, dal fruttivendolo ai fornitori di bibite. Ci stanno mettendo in ginocchio, avremo delle ripercussioni gravissime. Una senatrice del M5S mi ha risposto che qualcosa in merito ai tutor e al meccanismo del reddito di cittadinanza non ha funzionato nel procedimento e che, i controlli, non vengono effettuati”.

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