Mancanza di posti letto e personale sanitario, l’Annunziata di Cosenza a rischio collasso

Medici e infermieri vorrebbero denunciare questa situazione, ma sono "costretti" al silenzio perché rischiano il licenziamento
annunziata cosenza

Non è solo il Pronto soccorso a scoppiare di lavoro, ma anche altre Unità operative del Presidio ospedaliero dell’Annunziata di Cosenza. Il sovraffollamento e la mancanza cronica di personale medico-sanitario interesserebbe quasi tutto il nosocomio che segna il passo anche per le condizioni strutturali in cui si trovano alcuni suoi reparti che andrebbero immediatamente rimessi a nuovo.

Medici e infermieri “costretti” al silenzio perché rischiano il licenziamento

Medici e infermieri “costretti” al silenzio perché rischiano il licenziamento

“U sannu puru i petri  a menza a strata” che la struttura sente tutto il peso dei suoi anni. Lo vorrebbero denunciare in tanti, medici e infermieri compresi, ma non possono parlare o rilasciare interviste perché rischierebbero di essere messi fuori dalla porta. Bella democrazia. Bella libertà di pensiero regna nel presidio ospedaliero di Cosenza. La migliore parola, in questa situazione di silenzio imposto, è quella che non esce dalla bocca. Molto probabilmente anche l’ex direttore del Pronto soccorso Pietro Scrivano, dimissionario perché stremato dagli eccessivi carichi di lavoro, avrebbe voluto sfogarsi. Non lo può fare. Solo lui potrebbe raccontare come vanno realmente le cose non solo nella “prima linea” ospedaliera, ma anche negli altri reparti. Non l’ha fatto perché si troverebbe subito messo alla porta. Licenziato in tronco.

Le pec infuocate al commissario dell’Asp

Abbiamo saputo da fonti ospedaliere molto attendibili che il dottore Scrivano avrebbe voluto rendere pubbliche le difficoltà in cui si trova il suo reparto. Addirittura per le criticità in cui era costretto a lavorare, insieme alla sua equipe, avrebbe inviato infuocate pec al commissario dell’Asp. Suppongo che non gli abbia manco  risposto. Se lo avesse fatto sarebbe stato ancora alla guida del Pronto soccorso dove era molto apprezzato dai suoi colleghi per la sua professionalità e per il suo impegno. Ieri mattina, pura coincidenza, ho incontrato il dottore Scrivano. Era abbottonatissimo. Non voleva rilasciare alcuna dichiarazione per paura di essere licenziato. Al di là di tutto, i suoi silenzi parlavano da soli. “Non posso assolutamente parlare. Rischio di essere messo alla porta”. La tensione e la preoccupazione dell’ex direttore era palpabile. Chissà cosa avrebbe voluto dire. L’unica cosa che mi ha voluto e potuto dire è che non sta trattando  alcun passaggio nel settore privato. 

Un fiume in piena

Se il dottore Scrivano, per paura di possibili ritorsioni, è stato zittito ci sono altri medici e altri infermieri che sono dei fiumi in piena. Anonimamente e per telefono mi hanno raccontato che il nosocomio più importante della provincia di Cosenza fa acqua da tutte le parti. A partire dalla struttura che è fatiscente. In primis il Pronto soccorso che è stato trasformato, con i lavori in corso, in un girone dantesco dove tutti chiedono aiuto. Dal personale sanitario agli utenti  è una continua richiesta. I primi chiedono di poter lavorare in sicurezza, mentre i secondi di ricevere le cure in tempi brevi.

Un “inferno” che si chiama Pronto soccorso

In questo “inferno” che si chiama Pronto soccorso manca il personale sanitario e gli spazi sono angusti. C’è anche scarsità di attrezzature mediche. Spesso mancano anche le barelle e le sedie a rotelle. Ci sono giornate in cui non si sa dove mettere i pazienti.  Negli ultimi 12 mesi a nulla sono servite le proteste del personale sanitario e di alcuni settori della politica cittadina e regionale che chiedevano più posti letto, più personale e migliori condizioni lavorative. Il commissario, fino adesso, non sembra aver recepito alcuna di queste richieste.  Vedremo più avanti. Siamo solo alla seconda puntata.

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