il retroscena

Mancuso e il “tagliando” prima delle Europee. Il Consiglio regionale va di fretta e l’accordo è bipartisan

Nella seduta convocata per 7 febbraio si procederà al rinnovo dell'ufficio di presidenza con qualche mese d'anticipo. Ecco cosa c'è dietro

Tutto come previsto. A Palazzo Campanella hanno fretta e il rinnovo dell’ufficio di presidenza è una priorità da affrontare prima delle Europee in programma a giugno. Detto e fatto. Il Consiglio regionale – come stabilito dalla conferenza dei capigruppo – è convocato per mercoledì 7 febbraio alle ore 11. Come da copione all’ordine del giorno c’è un solo punto: l’elezione del presidente, dei due vice presidenti e dei due segretari-questori. Tutto secondo programma come ampiamente anticipato da Calabria7 con questo retroscena pubblicato lo scorso 26 dicembre. Il presidente Filippo Mancuso è stato velocissimo e ha messo tutti o quasi d’accordo anticipando il cosiddetto “tagliando” di metà legislatura a febbraio con qualche mugugno tutto interno alla Lega.

Mancuso verrà riconfermato alla presidenza

Sulla riconferma di Filippo Mancuso alla guida del Consiglio regionale non ci sono assolutamente dubbi. La maggioranza è schiacciante con il via libera di Forza Italia, il benestare di Fratelli d’Italia, il disco verde persino del Pd. Paradossalmente qualche mal di pancia si è registrato e si continua a registrare all’interno della Lega, una cui parte guarda con sospetto sempre più crescente all’asse che Mancuso è riuscito a creare con il governatore Roberto Occhiuto. Ufficialmente si voterà in anticipo per evitare di accavallarsi con il rinnovo del Parlamento europeo. “Pertanto – sottolinea il presidente Filippo Mancuso – per evitare interferenze, nonché la sovrapposizione degli impegni che tutte le forze politiche saranno chiamate ad assumersi, si è concordato di anticipare al prossimo 7 febbraio l’elezione dell’Ufficio di Presidenza”.

Le grandi manovre in vista delle Europee

In realtà dietro – come avevamo già scritto lo scorso 26 dicembre – c’è altro e c’è di più. Il governatore della Calabria ha annunciato che non si candiderà alle elezioni Europee e così ha tranquillizzato tutti i consiglieri regionali della maggioranza che lo sostiene e che temevano la fine anticipata della legislatura così come avvenuto con Scopelliti nel 2014 e con Jole Santelli nel 2021. Occhiuto andrà fino in fondo e continuerà a governare la Regione dal decimo piano della Cittadella. Chi sarà il candidato calabrese alle Europee del 2024 con la casacca di Forza Italia? Tajani si attende dalla Calabria un grande risultato che possa trainare il partito evitando una pericolosa debacle che potrebbe dare il via alla diaspora. Cosenza è la roccaforte degli Occhiuto e gli azzurri possono contare anche sull’immenso bacino elettorale dell’apprezzatissimo assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, altro big tirato in ballo per un’eventuale candidatura al momento però perentoriamente esclusa. La nomina a coordinatore regionale rafforza e fidelizza l’altro colonnello calabrese di Forza Italia, Cannizzaro, determinato a non far rimpiangere il predecessore Giuseppe Mangialavori. Catanzaro e dintorni potrebbero rivelarsi però l’anello debole degli azzurri ed è qui che sale in cattedra Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria ufficialmente in quota Lega.

Il rinnovo anticipato della presidenza del Consiglio

Diverse fonti che hanno preferito mantenere l’anonimato ci avevano raccontato lo scorso mese di dicembre di una sorta di patto tra Roberto Occhiuto e Filippo Mancuso. Uno schema già intravisto alle Politiche con l’appoggio neanche tanto clandestino a Mario Occhiuto da parte dello stesso politico catanzarese in rotta con l’altra fazione della Lega che gli aveva strappato persino la segreteria cittadina del Carroccio. L’asse con il governatore della Calabria aveva mandato su tutte le furie Matteo Salvini ma Mancuso con il tempo è stato assai bravo a ricucire lo strappo con una promessa precisa: il sacrificio di candidarsi con il simbolo della Lega alle elezioni Europee. Il 2024 è arrivato, le Europee quasi, ma il presidente del Consiglio regionale della Calabria non sembra avere alcuna intenzione di affrontare un’altra campagna elettorale, per giunta molto dispendiosa. “Se non lo farà – racconta una fonte – non verrà rieletto alla presidenza dell’Assemblea di Palazzo Campanella e la vendetta di Salvini sarà servita”. Percorso obbligato? Niente affatto perché è proprio qui che viene in soccorso Roberto Occhiuto, bisognoso dei voti “catanzaresi” di Mancuso per blindare l’elezione del candidato calabrese di Forza Italia a Bruxelles. La strategia prevede il rinnovo dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale con qualche mese d’anticipo rispetto a quanto previsto con la scusa di non accavallare la (ri)elezione alle Europee. Detto, fatto.

L’asse Occhiuto-Mancuso

Nei corridoi di Palazzo Campanella questa versione dei fatti circola sempre con più insistenza e ancora nessuno ha smentito: il rinnovo anticipato permetterebbe a Mancuso la rielezione alla presidenza per poi svincolarsi da Salvini e appoggiare il candidato di Occhiuto alle Europee. Definito il “tagliando” in Consiglio regionale, i riflettori si concentreranno sulla Cittadella. Subito dopo le elezioni di giugno, si procederà infatti al restyling della giunta regionale quanto mai necessario per riequilibrare le forze in campo e magari consolidare la maggioranza con qualche nuovo ingresso nella squadra di Occhiuto. Chi farà spazio? A rischio licenziamento ci sono la leghista Emma Staine e il forzista vicino a Mangialavori Rosario Vari. Ma questa è un’altra storia.

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