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Manovra, Conte a parti sociali: “Rilancio Sud è rilancio Italia”

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“Ho voluto dedicare questo secondo incontro ai problemi del nostro Mezzogiorno perché siamo convinti che il rilancio del Sud costituisca di per sé una politica di rilancio dell’Italia intera. Tutte le analisi disponibili infatti, pur divergendo nella stima degli effetti, sono concordi nell’indicare che un ritorno alla crescita del Mezzogiorno è in grado di trascinare anche lo sviluppo del Centro e del Nord”. È quanto avrebbe detto il Presidente Conte aprendo i lavori del secondo tavolo con le parti sociali.

“La nostra idea per il rilancio del Mezzogiorno è fondata sulla paziente ricostruzione di quattro tipologie di capitale che ne rappresentano la ricchezza profonda: si tratta del capitale umano, fisico, naturale e sociale del Sud. . L’accumulazione di questo capitale – avrebbe aggiunto il premier – è risultata in forte ritardo, particolarmente negli ultimi anni della crisi economica. Dobbiamo recuperare questo ritardo. L’incontro di oggi rappresenta quindi un punto di partenza fondamentale per avviare questo percorso volto a far ripartire la crescita e lo sviluppo sociale nel Mezzogiorno. Anche il 2 agosto quando incontrerò la la presidente della Commissione Ue Von der Leyen porrò al centro il tema del Sud.”

“Stiamo lavorando a una banca specifica per il Mezzogiorno per erogare il credito alle imprese del Sud. Ma ci vuole tempo”. È quanto avrebbe affermato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. “La questione dello sviluppo del Sud è un tema molto complesso. Occorre una programmazione seria”.

“Serve una scossa forte nel Mezzogiorno. Ci vuole un piano straordinario, coinvolgendo tutti i ministeri e tutto il governo. Un piano opportunamente finanziato ma anche la capacità di realizzazione dei progetti, con un monitoraggio costante”. È quanto ha affermato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Sono fondamentali – ha osservato Furlan – la fiscalità di vantaggio, le infrastrutture materiali e immateriali, l’innovazione, la formazione. Dobbiamo definire le priorità ma occorre anche una verifica costante. Occorre una responsabilità complessiva del governo. Il Sud ha carenze infrastrutturali fortissime. La banda larga in molte parti del Sud è sconosciuta. Nel Sud – ha aggiunto – c’è una grave dispersione scolastica che incide in modo negativo sulla crescita mentre ogni anno emigrano migliaia di giovani laureati. Siamo molto attenti a quelli che arrivano nel nostro Paese e molto distratti rispetto ai nostri giovani che emigrano”.

“È necessario trovare una soluzione positiva per le tante vertenze aperte relative alle aziende in crisi del Mezzogiorno, non deve essere perso neppure un posto di lavoro”. È quanto ha affermato il leader della Cgil, Maurizio Landini. “Per parlare del Piano per il Sud bisogna innanzitutto bloccare il progetto di autonomia differenziata perché il Paese è già abbastanza diviso e non c’è bisogno di dividerlo ulteriormente. Avere un piano straordinario di investimenti per il Sud significa avere una idea di paese unito e in grado di agire anche in Europa per cambiare le politiche europee sbagliate”, ha proseguito. “Di progetti non ce ne sono stati illustrati ma è stato indicato anche il problema di una banca del Mezzogiorno che era un modo per rispondere a una nostra richiesta di avere un’Agenzia nazionale per lo sviluppo e di mettere assieme i vari soggetti che oggi operano, a partire da Cassa depositi e prestiti e non solo”.

Ci è stato detto anche oggi che un piano di progetto complessivo su fisco, Mezzogiorno e sulle cose che discuteremo il 5 agosto ci verrà presentato i primi di settembre – ha spiegato Landini – ci hanno confermato che gli incontri, compreso quello di oggi, sono incontri in cui si stanno raccogliendo tutte le idee e proposte che dalle parti sociali vengono per prendere delle decisioni”. “Abbiamo sollevato il problema sia di agevolare il credito alle imprese nel Sud che di favorire la crescita dimensionale e una realizzazione di imprese a rete – ha proseguito il leader della Cgil – ci hanno detto che stanno ragionando anche su una cosa di questo genere (una banca del Mezzogiorno ndr) che risponde a una serie di richieste che abbiamo avanzato e che abbiamo posto in termini di cambiamento da realizzare”.

Per il Mezzogiorno “c’è bisogno di infrastrutture e di innovazione e, dunque, serve un intervento straordinario. Così come occorre commissariare ad acta quelle Regioni che non spendono le risorse destinate dall’Unione europea a questo scopo”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Noi – ha aggiunto – siamo pronti per fare riunioni tecniche, per confrontarci sulle singole questioni che riguardano il Sud. Siamo disponibili a fare la nostra parte”. “Bisogna ricostruire una sorta di Cassa per il Mezzogiorno 4.0 attraverso la banca Cassa depositi e prestiti per avere uno strumento che non sia, come è stato la cassa per il Mezzogiorno, corruttivo ma che possa permette gli interventi necessari in tutto le realtà de Sud”.

Redazione Calabria 7

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