“Se torni a casa ti ammazzo”, l’inferno coniugale di un catanzarese vessato dalla moglie

Nell'ordinanza del gip emergono le minacce inquietanti e le aggressioni fisiche e verbali che la donna avrebbe rivolto al marito
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di Gabriella Passariello- Liti continue, spesso provocate da motivazioni economiche, un’unione coniugale traballante, deteriorata negli ultimi mesi. “Devi andare via da casa, sei un poco di buono, non vali a niente, provieni da una famiglia squallida, ti prendo con il palo, ti butto dalle scale”. R. S., 62 anni, di Catanzaro, raggiunta da un aggravio della misura cautelare agli arresti domiciliari in luogo dell’allontanamento dalla casa familiare  con divieto di avvicinamento al marito, avrebbe in più di una circostanza vessato, umiliato aggredito il consorte, pretendendo da lui continuamente somme di denaro, impedendogli di entrare in casa. Nell’ordinanza, il gip Gaia Sorrentino, riporta un episodio risalente al 30 aprile scorso, in cui dopo l’ennesimo litigio per futili motivi, la donna, indagata per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, afferra la scopa, la strofina sul viso del marito, affermando: “vieni che ti faccio la barba” e lo colpisce al braccio destro.

Non le dà i soldi e lo spinge facendogli sbattere la testa al muro

Non le dà i soldi e lo spinge facendogli sbattere la testa al muro

Circa due mesi dopo, solo perché il marito si rifiuta di darle danaro, gli intima di restare fuori casa, spingendolo con forza fino a fargli sbattere la testa contro un muro, cadendo a terra. La moglie avrebbe procurato al marito lesioni personali consistite in un trauma cranico da aggressione domestica, come da verbale del pronto soccorso dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, eludendo, tra l’altro l’esecuzione di un decreto del Tribunale civile di Catanzaro del 30 giugno 2021, con il quale veniva revocato il decreto di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, impedendo al marito di rientrare in casa.

“Se torni a casa, sarà la tua fine, sei già morto”

In un’occasione, in base a quanto si legge nel provvedimento del gip, la donna gli scaraventa gli indumenti giù dal balcone, riversandoli in strada, poi lo contatta al telefono avvisandolo di andare a raccogliersi tutta la roba “che te l’ho buttata fuori e stai attento a non tornare, sarà la tua fine, perché sei già morto”. Minacce, prevaricazioni che si sarebbero ripetute anche il 3 agosto scorso quando il marito rientrato nell’abitazione coniugale, portando con sé indumenti e medicine salvavita, si è trovato di fronte la moglie che con appellativi “poco eleganti”  si rivolge al marito affermando in tono perentorio “se torni ti ammazzo… non ti faccio fare una bella fine” e il giorno dopo prende le medicine del marito, le ripone nel balcone, esponendole al caldo e al sole, impedendo al consorte di prenderle, avvertendolo che se vuole stare a casa deve pagare l’affitto. Il 5 agosto scorso alla vista del marito, recatosi a casa per riprendersi alcuni effetti personali, gli dà un ultimatum, l’ennesimo: “non hai capito che qui non ci devi più venire! Quante altre volte te lo devo dire e vattene via immediatamente”. Ma c’è di più. Nei giorni successivi ,la donna avrebbe continuato ad insultare il marito, aggredendolo verbalmente, ballando, cantando, aprendo e chiudendo cassetti per impedirgli di riposare. Una serie di violenze che hanno spinto il pm Graziella Viscomi a chiedere e ad ottenere dal gip nei confronti dell’indagata, difesa dall’avvocato Francesco Mancuso, la misura degli arresti domiciliari, eseguita dai carabinieri di Bellamena due giorni fa.

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