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Mascaro: “Sono stato pugnalato alle spalle ma non mi arrendo” (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi

Questa sera a Lamezia l’ormai ex sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ha incontrato i cittadini per ribadire la sua lotta e quella di molto cittadini che non ci stanno più ad essere commissariati. 

Erano in tantissimi a sostenere Mascaro, in sciopero della fame dopo il ritorno del commissariamento.
Dopo soli 17 giorni l’Avvocatura generale dello Stato ha accolto il ricorso presentato dal Governo ed il comune di Lamezia Terme torna sotto la gestione del Commissariamento. Da pochissimo la sentenza del Tar del Lazio aveva riabilitato al suo posto il sindaco Paolo Mascaro. Era stata immediata la reazione di Paolo Mascaro, adesso ex sindaco. “Vergognatevi tutti”aveva scritto . “Farisei, ipocriti e mestieranti, finti assertori di legalità”.
Questa sera a Lamezia un emozionato Paolo Mascaro ha incontrato i cittadini per spiegare cosa sta davvero accadendo e per ribadire il suo sciopero della fame che continuerà sino a “quando non sarà fatta giustizia”.
“Pugnalato alle spalle” dice ai cittadini. “Ringrazio le tante fasce tricolori presenti che contrastano ogni giorno le emergenze. L’amministrazione merita rispetto. La democrazia rappresentativa è la base della nazione” dice ancora con trasporto l’avvocato lametino.

“Se la democrazia non viene rispettata si è all’antipasto del massacro” aggiunge. L’ex primo cittadino parla di: “Sistema marcio contro cui combattere. Il 28 febbraio Lamezia aveva visto risorgere speranza. Grazie ai cittadini” dice. Il miracolo Lucky friend nato in bene confiscati alla mafia è per Mascaro un simbolo dell’amministrazione. “I palazzi romani vengano a vedere che dove c’era frutto criminale adesso c’è socialità. Conte deve sapere che i ragazzi che ha ricevuto hanno potuto raggiungere i loro obiettivi grazie al lavoro di questa amministrazione”.

Poi Mascaro racconta ai tanti presenti cosa è accaduto prima e dopo i 15 mesi del Commissariamento. Da novembre 2017 sino ad oggi.

“A novembre 2017 non conoscevamo che crimine fosse stato commesso”, sottolinea parlando del primo avviso di commissariamento. Racconta: “C’era un uomo che diceva: non troverete nulla”. Dopo mesi alla fine oggi “lo Stato alza le braccia e dice che non vi è un atto che accerti qualcosa di illecito. La fredda burocrazia uccide Lamezia”. Mascaro fa poi alcuni esempi di quello che ritiene inefficienze dei Commissari. “Dopo 15 mesi non si era dotato comune dei componenti di organismi di valutazione. Tornato l’ho fatto subito, era urgenza”.

“Non sussiste – urla con rabbia il già sindaco di Lamezia Terme – nessun presupposto per lo scioglimento. Il 28 febbraio sorgeva l’alba in questa città. Vanno via i burocrati e si lavora. Questa la vittoria di Lamezia. Nel frattempo sono venuti fuori le pagine sulla base delle quali siamo e siete stati mandati e casa. L’ho scritto al Presidente Repubblica. Hanno inventato sostituzione e difese inesistenti”.

“Ci siamo rimboccati le maniche in 17 giorni perché siamo uomini che veniamo dal lavoro. Abbiamo lottato. Avevo già concordato incontro per un piano per le assunzioni per cambiare il destino di questa terra”.

Toccanti e sicuramente ricche di emozioni di diverso tipo le parole dell’avvocato Mascaro. Fiducioso che presto tutto verrà rimesso al suo posto. “Non mi arrendo – dice -. Combatterò sino alla fine per la città ed i cittadini”.

redazione Calabria 7

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