Matrimonio da incubo: sposi e invitati intossicati da vongole contaminate, condannato uno chef stellato

Due mesi e 20 giorni di reclusione al cuoco e alla direttrice di sala. Dovranno pagare un risarcimento danni pari a 20mila euro ai coniugi e commensali

Le vongole – servite crude su un risotto “firmato” dallo chef stellato Marco Sacco – erano contaminate, gli invitati al banchetto di nozze si erano sentiti male e avevano denunciato il ristorante. Questa mattina il cuoco e la sua direttrice di sala, Raffaella Marchetti, sono stati condannati in Tribunale a Verbania a due mesi e 20 giorni, oltre al risarcimento dei danni. Sacco nel 2022 ha ottenuto la terza Stella Michelin con il ristorante Piano 35 di Torino.

I fatti risalgono al luglio 2021, quando al termine di un banchetto nuziale organizzato presso uno dei migliori ristoranti del Verbano, il “Piccolo Lago” di Mergozzo, una cinquantina di invitati, sposi compresi, avevano avvertito i sintomi di un’intossicazione alimentare, con nausea, vomito e dissenteria. Qualcuno si era fatto curare in ospedale. Era stata presentata la denuncia ai Carabinieri che, all’esito degli esami dell’Asl Vco, avevano stabilito che la causa di quei malori era un’intossicazione da norovirus, contenuto nelle vongole servite crude con il risotto.

Risarcimento agli sposi e ai commensali

Sposi e invitati si sono costituiti parti civili al processo. A loro andranno complessivamente 20.000 euro di risarcimento: 4.000 euro a testa ai due coniugi e 250 euro a ciascuno dei commensali. La difesa aveva chiesto l’assoluzione dei suoi assistiti, sottolineando che l’alimento era già arrivato contaminato dal produttore, come dimostrato grazie a una confezione di vongole rimasta sigillata, nella quale è stato riscontrato il norovirus.

Produttori e importatori esenti di responsabilità

I legali – che stanno valutando il ricorso in appello – hanno voluto sottolineare come non siano stati mai coinvolti produttori e importatori delle vongole, che a loro parere sono i veri responsabili dell’accaduto. “Noi abbiamo comprato vongole che si possono mangiare crude, come l’etichetta del produttore dimostra e come risulta dalla scheda tecnica del prodotto”, si era difeso Sacco, “sono vongole che utilizzo dal 2015. Da quando ho questo fornitore avro’ servito oltre tremila piatti come quello”. (AGI)

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