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Mattarella firma il decreto ristori, aiuti moltiplicati ma non per tutti

decreto ristori

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il cosiddetto decreto ristori, contenente ulteriori misure la tutelare della salute e per sostenere i settori produttivi colpiti dall’emergenza Covid. Il testo aveva ricevuto questa sera la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria.

Secondo l’elenco delle attività produttive che hanno diritto agli aiuti previsti dal decreto “ristori” si capisce anche perché nelle ultime ore i tassisti siano scesi in piazza parlando di “mance”. Sono infatti l’unica categoria produttiva per la quale viene erogata la stessa cifra della volta precedente. L’unica casella con su scritto “100%” a fronte delle gelaterie che ottengono il 150%, dei ristoratori che arrivano al 200% e soprattutto delle discoteche e night club che arrivano al 400%.

Le categorie escluse

I settori produttivi sono identificati con i codici Ateco, sistema criticato dalle associazioni di categorie perché in diversi casi dà luogo a discriminazioni tra situazioni molto simili. Tra gli esclusi dai contributi erogati dal governo il comparto della distribuzione automatica (danneggiate dallo svuotamento degli uffici tornati in smart working), le lavanderie industriali (parte, mai considerata tale, della filiera del turismo), gli agenti di commercio, le imprese della ristorazione collettiva.

Ristori al 200%

Tutta la ristorazione, secondo quanto riportato da Repubblica, ha ottenuto di raddoppiare i rimborsi rispetto alla quota precedente. Non solo ristoranti, ma anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, il catering per banchetti ed eventi. In questa tipologia rientrano, inoltre, gli operatori dello sport e dello spettacolo, palestre, club sportivi, piscine, stadi, cinema, sale da concerto. L’elenco è molto dettagliato e cerca anche di includere “l’indotto”. I ristoratori, tuttavia, sono scesi in piazza in tutta Italia chiedendo di poter lavorare l’intera giornata. I ristori, anche al 200%, non compensano neanche lontanamente le entrate perdute, protestano.

Ristori al 400%

C’è un’unica categoria al 400%. Quella delle discoteche, sale da ballo, night club e simili. Il governo ritiene sia quella ad aver ricevuto i danni maggiori.

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